Web tax - consultazione nazionale su proposte Commissione UE

 

Web taxAperta fino al 22 giugno la consultazione del Dipartimento delle Finanze sulle proposte della Commissione UE per la web tax, il meccanismo per la tassazione delle imprese digitali.

Web tax – le proposte della Commissione UE 

Il Dipartimento delle Finanze ha lanciato una consultazione nazionale sul pacchetto di proposte della Commissione europea per la tassazione dell’economia digitale, presentato a marzo.

Parlamento UE - tassazione comune anche per aziende digital economy

Le proposte della Commissione UE

La Commissione ha pubblicato a marzo 2018 una nuova Comunicazione intitolata “È giunto il momento di istituire norme fiscali moderne, eque ed efficaci per l'economia digitale”, nella quale vengono illustrate le proposte del pacchetto per la tassazione equa dell’economia digitale, composte da due direttive e da una raccomandazione.

La proposta di direttiva COM(2018)147, che introduce una soluzione di tassazione per l’economia digitale strutturata e di lungo periodo, prevede:

  • l’integrazione nella nozione attuale di stabile organizzazione del concetto di “presenza digitale significativa”, che si aggiunge senza limitare o modificare le disposizioni europee o nazionali vigenti in materia di individuazione di una stabile organizzazione nel territorio di uno Stato membro ai fini della tassazione societaria;
  • i requisiti per la configurazione di una “presenza digitale significativa”:
    -  proporzione delle entrate complessivamente ottenute nel periodo di imposta derivanti dalla fornitura di servizi digitali a fruitori collocati nello Stato membro superiore a 7.000.000 di euro, oppure;
    - numero di utenti di uno o più dei servizi digitali collocati nello Stato membro considerato superiore a 100.000, oppure;
    - numero di contratti per la fornitura di servizi digitali conclusi nel periodo di imposta da utenti collocati nello Stato membro considerato superiore a 3.000;
  • il luogo in cui considerare collocato l’utente, che coincide con il luogo in cui è collocato il dispositivo attraverso il quale il fruitore del servizio ha avuto accesso all’interfaccia digitale per la fruizione del servizio fornito, che viene individuato nell’indirizzo IP del dispositivo medesimo;
  • l’esclusiva applicabilità delle norme tributarie dello Stato membro sui profitti derivanti per l’impresa dalla sua presenza digitale significativa in detto Stato membro;
  • l’individuazione degli elementi da prendere in considerazione nell’attribuzione di utili a tale presenza digitale significativa, in base a un’analisi funzionale che tenga conto delle funzioni svolte, dei rischi assunti e degli asset utilizzati dall’impresa considerata come un soggetto indipendente. 

La proposta di direttiva COM(2018)148 introduce, quale soluzione di breve termine, un'imposta indiretta sui ricavi generati da taluni servizi digitali caratterizzati dall’interazione dell’utente stesso come fattore fondamentale e imprescindibile.
Nel dettaglio la proposta prevede:

  • l’introduzione di un’imposta sui ricavi generati dalla prestazione delle seguenti tipologie di servizi digitali:
    - spazi pubblicitari resi disponibili su di una piattaforma digitale indirizzata agli utenti della medesima;
    - le piattaforme digitali “multi-sided” che consentono agli utenti di trovare altri utenti ed interagire con gli stessi, e che possono facilitare la fornitura di beni e servizi direttamente tra gli stessi utenti; 
    - la vendita di dati grezzi (“raw data”, cioè informazioni che sono state raccolte ma non ulteriormente elaborate;
  • soggetti passivi d’imposta individuati nelle società con ricavi totali superiori a 750 milioni di euro a livello mondiale e 50 milioni di ricavi dai servizi digitali sopra indicati nell’UE. Nel caso una società faccia parte di un gruppo consolidato allora le soglie si applicano a quest’ultimo;
  • luogo di tassazione identificato nel luogo nel quale si trova l’utente al momento in cui l’imposta diventa esigibile. Tale luogo viene identificato in base all’indirizzo IP dei dispositivi utilizzati per accedere ai servizi o, se disponibili, ad altri strumenti di geolocalizzazione più affidabili;
  • un'aliquota standard del 3% che si applica ai ricavi lordi generati da tutti i servizi sopra citati, ma al netto dell’imposta sul valore aggiunto e altre imposte analoghe;
  • un sistema di identificazione presso uno Stato Membro che gestisce la riscossione e la redistribuzione degli importi ottenuti fra gli Stati Membri, entro 10 giorni dal ricevimento.   

La raccomandazione C(2018) 1650 del 21 marzo 2018 sulla tassazione delle società con presenza digitale significativa, infine, suggerisce di:

  • rinegoziare le rispettive convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate con Stati terzi al fine di modificarle introducendovi, coerentemente con le novità costituite dalla direttiva sulla soluzione di lungo periodo, il concetto di “presenza digitale significativa” e i conseguenti elementi da prendere in considerazione nell’attribuzione di utili alla stessa; le proposte di direttive infatti si applicano solo agli Stati UE e non possono applicarsi ove sia in vigore un trattato contro le doppie imposizioni tra uno Stato membro e uno Stato terzo.

Web tax - esiti consultazione UE, servono norme fiscali adeguate

Consultazione nazionale

La consultazione nazionale intende raccogliere osservazioni e commenti sulle proposte della Commissione UE per la web tax.

L’iniziativa è rivolta a quattro categorie di utenti:

  • associazioni economico-professionali,
  • professionisti,
  • centri di ricerca-università,
  • privati cittadini.

I partecipanti sono invitati ad esprimersi su ognuno dei documenti proposti in consultazione, soffermandosi sui diversi capitoli e sezioni.

La consultazione pubblica non genera alcun obbligo o impegno per l'amministrazione.

> Consultazione

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