SACE-SIMEST: Emilia-Romagna terza Regione per export

 

Export Emilia Romagna SACE-SIMESTCon quasi 60 miliardi di beni venduti all’estero nel 2017, l’Emilia-Romagna è la terza Regione esportatrice d’Italia. A dirlo è il Polo SACE-SIMEST che durante un convegno a Bologna ha presentato la Country Risk Map 2018.

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Sullo sfondo della politica commerciale americana, del rischio di guerre a suon di dazi e dell’aumento degli episodi di violenza politica, le imprese italiane devono affrontare le complessità del nuovo scenario globale, cogliendo le grandi occasioni che export e internazionalizzazione offrono e puntando alle destinazioni più promettenti. Questi, alcuni dei temi al centro del convegno dal titolo "L’export dell’Emilia-Romagna tra dazi, Trump e instabilità geopolitica", organizzato dal Polo SACE-SIMEST in collaborazione con Confindustria Emilia-Romagna a Bologna, presso Palazzo Gnudi, per presentare la Country Risk Map 2018.

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Export italiano: Emilia-Romagna terza nel 2017

Dai dati del Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo Cassa depositi e prestiti (CDP) emerge che nel 2017, con quasi 60 miliardi di beni venduti all’estero (+6,7% rispetto al 2016), l’Emilia-Romagna è la terza Regione italiana esportatrice.

Le principali destinazioni delle imprese emiliane sono “un buon mix di mercati dell’area UE (57,4%) ed extra-UE” (42,6%)”. Tra i primi, spiccano Francia, Spagna e Polonia, ma "segnali incoraggianti" sono arrivati anche dai mercati ad elevato potenziale con rischio medio-basso, come Cina, Giappone e Corea del Sud, per il continente asiatico, e Brasile, Messico e Perù, per l’America Latina.

L’Emilia-Romagna, terza Regione italiana per vendite all’estero, è un motore importante dell’export italiano, ha dichiarato l’AD di SACE Alessandro Decio. Tuttavia, ha proseguito Decio, la Regione ha “un potenziale ancora più ampio, grazie alle eccellenze in tanti settori, a una economia viva, diversificata e coesa”.

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Country Risk Map: la situazione italiana

In linea generale, i dati emersi dalla Country Risk Map 2018, che analizza i profili di rischio creditizio di 198 Paesi del mondo, evidenziano un “momentum positivo della crescita globale, del commercio internazionale e della lenta ripresa dei corsi delle materie prime”, soprattutto per quanto riguarda i rischi del credito. Sui 198 Paesi analizzati, sono infatti ben 138 quelli che, in media, hanno un profilo di rischio credito migliore o invariatorispetto all'anno precedente.

I Paesi che hanno registrato un miglioramento di categoria rappresentano circa 70 miliardi di euro di export italiano, per un peso sul totale di circa il 17% sul totale. Al contrario, le economie che sono peggiorate valgono circa 38,5 miliardi di euro. Il che significa che circa tre quarti dell’export italiano si rivolge verso Paesi stabili in termini di merito creditizio. Tra gli upgrade di categoria più rilevanti, SACE e SIMEST individuano quelli di Egitto, Bielorussia e Angola, seguiti da Russia, Brasile, Argentina e India. Tra le economie avanzate, poi, a registrare i miglioramenti più consistenti sono l'Italia, l'Islanda, la Slovenia e il Portogallo.

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