EU Industry Day - partnership pubblico-private per battere la concorrenza

 

EU Industry Day - Photo credit: © European Union, 2018/Source: EC - Audiovisual ServiceNella giornata inaugurale degli EU Industry Day il vicepresidente della Commissione Sefcovic traccia la strada da seguire: “La concorrenza è agguerrita e ciò che facciamo oggi - non domani - definirà se siamo all'avanguardia, se seguiamo o siamo in ritardo”.

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Il 22 e 23 febbraio Bruxelles mette intorno allo stesso tavolo i maggiori operatori industriali, finanziari, dell'innovazione e della ricerca insieme ai responsabili politici di alto livello dell'UE. Obiettivo degli EU Industry Day: tracciare il futuro dell'industria europea.

Una due giorni nata con l'intento di condividere idee sulla direzione che lo sviluppo industriale sta prendendo, e sulla strada che l'Europa intende imboccare. Strada che, a guardare i temi al centro dell'EU Industry Day, sembra fortemente centrata sul tema energia e sulle tre iniziative promosse dal comparto industriale: batterie, energie rinnovabili e costruzioni.

La concorrenza è spietata, l'Europa deve agire subito

Il ruolo decisivo del settore è sottolineato anche dal commissario UE per l'Unione dell'energia Maros Sefcovic, che in apertura del suo intervento dichiara: “Così come l'Energy Union non riguarda solo l'energia, così il forum industriale non riguarda solo l'industria: si tratta di modernizzare ed 'energizzare' la nostra economia”.

Del resto, “la concorrenza è agguerrita” e finora, in alcune aree – come nel fotovoltaico – le potenze economiche emergenti non solo “stanno recuperando terreno, ma sono chiaramente un passo avanti a noi”.

“La Cina è diventata il più grande investitore al mondo nel settore dell'energia pulita. E altri paesi asiatici si stanno impegnando per diventare i primi in settori quali, ad esempio le batterie”, prosegue il commissario. “Possiamo ancora superarli, ma dobbiamo agire velocemente. Ciò che facciamo oggi - non domani - definirà se siamo all'avanguardia, se seguiamo o siamo in ritardo”.

Come? Puntando sui partenariati pubblico-privati

Per Sefcovic si tratta innanzitutto di mantenere una solida base industriale e manifatturiera europea in settori strategici. Insomma, l'Europa deve evitare di diventare l'incubatore del resto del mondo intervenendo massicciamente e strategicamente nelle innovazioni dirompenti.

E per farlo Sefcovic suggerisce di puntare su “solide partnership pubblico-private”. Il percorso che ha condotto all'EU Industry Day, del resto, è costellato di impegni sinergici da parte di diversi attori in tre settori chiave.

Il primo citato dal commissario è quello delle batterie, “la chiave per i nostri sistemi di mobilità ed energia”. “Lo sviluppo di una catena di valore nella produzione delle batterie in Europa non è solo una condizione preliminare per impedire una maggiore dipendenza tecnologica dai nostri concorrenti globali”, è anche un meccanismo per creare posti di lavoro, stimolare crescita e investimenti. Un mercato, quello collegato alla mobilità elettrica, il cui valore si aggirerà intorno ai 250 miliardi di euro l'anno.

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Ci sono poi le rinnovabili, punto focale dell'Unione dell'energia, il cui valore riguarda le tecnologie collegate e l'intera catena di approvvigionamento.

E poi c'è il settore chiave delle costruzioni, al cui ottimizzazione energetica permetterà di realizzare enormi risparmi. A tal proposito Sefcovic cita lo Smart Finance per Smart Building creato dalla BEI, che “agirà come un formidabile strumento di leva finanziaria”.

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Temi anche al centro dei lavori della commissione Industria del Parlamento europeo, che nelle scorse ora ha espresso il proprio parere sulla sicurezza energetica, emendando quattro proposte sul mercato elettrico UE nell'ambito del Pacchetto energia pulita.

Gli europarlamentari, oltre a imporre paletti alle sovvenzioni spettanti alle aziende energetiche per le centrali a combustibili fossili utilizzate per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di energia elettrica, privilegia le rinnovabili come prime fonti di energia da immettere in rete.

L'Europa ha bisogno di una vera strategia industriale

A dirlo, la presidente di BusinessEurope Emma Marcegaglia. Una strategia “focalizzata sui punti di forza” dell'industria europea facilitando così le “imprese impegnate a proporre prodotti e soluzioni innovative per affrontare le sfide poste dalla società”.

Si tratta di “affrontare le lacune nell'innovazione trasformando le conoscenze in prodotti”, sottolinea Marcegaglia. Detto in altri termini: “Non vogliamo buoni programmi di ricerca bloccati nei laboratori. Dev'esserci chiarezza e certezza che l'Europa è impegnata nella ricerca”.

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