Porti e logistica – una mappa per capire il sistema italiano

 

Porti italiani - Photo credit: Franco NocetiUna mappa interattiva e open data per scoprire com’è organizzato il sistema portuale italiano alla luce della riforma voluta da Delrio, e la sua integrazione con la rete di trasporti europea TEN-T.

Aree logistiche integrate - modello pugliese-lucano per nuovi porti

Il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha realizzato una mappa interattiva che illustra la nuova organizzazione del sistema portuale italiano e la sua integrazione con la rete di trasporti europea, rendendo conto delle opportunità per chi investe e lavora nel settore marittimo.

Ma facciamo un passo indietro: torniamo alla riforma della portualità e della logistica voluta dal ministro Graziano Delrio, che ha ridisegnato il sistema portuale nazionale.

Cosa prevede la riforma della portualità e della logistica

Migliorare la competitività del sistema portuale e logistico, agevolare la crescita dei traffici delle merci e delle persone e la promozione dell'intermodalità nel traffico merci, anche in relazione alla razionalizzazione, al riassetto e all'accorpamento delle Autorità Portuali esistenti. Questo l’obiettivo del Piano strategico nazionale della Portualità e della Logistica (PSNPL), approvato nell’estate del 2015 dal Consiglio dei Ministri, che prevede una strategia per il rilancio del settore e identifica azioni di policy a carattere nazionale finalizzate al recupero della competitività economica del “sistema mare” in termini di produttività ed efficienza.

Il “sistema mare” è inteso, dunque, come “strumento attivo di politica economico-commerciale euromediterranea”, oltre che come “fattore di sviluppo e coesione del Mezzogiorno” e volano per “sostenibilità, innovazione, sostegno al sistema produttivo del Paese”.

Il Piano strategico nazionale della Portualità e della Logistica (PSNPL) prende piede dalle analisi condotte su alcuni aspetti prioritari di intervento. In particolare:

  • lo studio degli elementi che più condizionano le performance della portualità italiana, quali, ad esempio, le attuali procedure amministrative dei controlli e dello sdoganamento delle merci e “una normativa eccessivamente complessa e disomogenea, con stratificazione multilivello di iter procedurali, istituzionali ed amministrativi”, considerate tra le principali cause della scarsa competitività internazionale del sistema portuale nazionale,
  • l'analisi degli accordi euro-mediterranei, degli scenari geo-economici globali di riferimento, e dell’andamento della domanda dei traffici nei diversi segmenti,
  • indagini sull'attuale offerta infrastrutturale e dei servizi e sul posizionamento di mercato degli attori di settore e della struttura delle reti distributive.

Sulla scorta di tali analisi il piano individua una strategia integrata, con azioni volte a “potenziare il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo e negli scambi internazionali”, articolata in 10 obiettivi strategici, ognuno dei quali declinato al suo interno in specifiche e dettagliate azioni:

  • semplificazione e snellimento,
  • concorrenza, trasparenza e upgrading dei servizi,
  • miglioramento accessibilità dei collegamenti marittimi,
  • integrazione del sistema logistico,
  • miglioramento delle prestazioni infrastrutturale,
  • innovazione,
  • sostenibilità,
  • certezza e programmabilità delle risorse finanziarie,
  • coordinamento nazionale e confronto partenariale,
  • attualizzazione della governance del sistema.

58 porti e 15 Autorità

Un anno più tardi, nell’estate del 2016, il CdM ha dato il via libera al decreto di “Riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione delle autorità portuali”, che oltre a tagliare gli oneri burocratici per facilitare il transito di merci e passeggeri, rivede la governance del sistema portuale italiano.

Porti italiani - MIT

Nello specifico, sono stati individuati 58 principali porti italiani, riorganizzati in 15 nuove Autorità di Sistema Portuale, che hanno un ruolo di coordinamento nella Conferenza nazionale presso il Ministero.

Le 15 nuove Autorità sono i nodi di una rete logistica che integra trasporto marittimo, terrestre e aereo, in continuità con i Corridoi TEN-T che collegano l’Italia all’Europa, dal Baltico all’Atlantico, e alle reti del Mediterraneo.

I porti italiani sono così al centro di una rete di connessioni in grado di rendere più organizzato, intelligente ed efficiente il sistema dei trasporti al servizio di imprese e passeggeri, coniugando la competitività con la dimensione di raccordo con i territori ed i mercati locali.

Le Autorità gestiscono in modo coordinato tra loro anche la realizzazione delle nuove opere infrastrutturali, grazie ad investimenti che ammontano a 450 milioni di euro l’anno. Un nuovo slancio per la pianificazione e la realizzazione di interventi pubblici capaci di rendere i porti italiani sempre più efficienti e competitivi sul panorama internazionale.

La mappa interattiva messa a disposizione dal Ministero illustra la nuova organizzazione della portualità italiana e la sua integrazione con la rete di trasporti europea, rendendo conto delle opportunità per chi investe e lavora nel settore marittimo.

Sono contenuti inoltre dati dettagliati sui principali porti italiani, con una descrizione delle loro caratteristiche, delle connessioni lato mare e lato terra, dei traffici di merci e passeggeri, delle opere in corso e degli investimenti previsti.

Photo credit: Franco Noceti

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