Infrastrutture – cosa prevede il Piano della mobilita’ turistica

 

Piano mobilità turistica - Photo credit: Enrico PighettiAccessibile, digitale, sicuro, sostenibile e che valorizzi le infrastrutture. È il turismo secondo il piano straordinario della mobilità turistica 2017-2022, approvato con decreto del MIT e MIBACT.

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Con 1,23 miliardi di spostamenti su scala globale nel 2016, il turismo continua a crescere e rappresenta un settore fondamentale per il rilancio dell’economia nazionale. Per raccogliere le sfide globali e garantire la competitività del Paese è necessario un approccio "sistemico" al turismo, che favorisca la fruibilità del patrimonio culturale con particolare attenzione alle destinazioni minori, al Sud Italia e alle aree interne del Paese.

Sono queste le fondamenta del Piano straordinario della mobilità turistica 2017-2022, approvato in via definitiva con Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dopo l’intesa in Conferenza Stato-Regioni.

Cosa prevede il Piano straordinario della mobilità turistica (PSMT) 2017-2022

Esplicitamente previsto dal decreto legge n. 83/2014 “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”, il Piano fa parte della strategia complessiva di programmazione dello sviluppo infrastrutturale e dei trasporti “Connettere l’Italia” e identifica gli asset strategici per lo sviluppo del Paese, le città e i poli turistici, al pari dei poli manifatturieri industriali.

Il documento disegna un modello basato sulle porte di accesso del turismo in Italia: porti, aeroporti e stazioni ferroviarie, particolarmente rilevanti per il turismo internazionale, ed interconnesse alle reti locali e nazionali, sovrapponendo le reti di mobilità ai principali siti turistici.

Grande rilevanza viene data anche all'infrastruttura digitale, considerata un elemento strutturale determinante per garantire la qualità dell'offerta di mobilità turistica.

Le risorse per la mobilità turistica

Il Piano propone una ricognizione delle risorse per le infrastrutture di trasporto, evidenziando quelle che meglio rispondono alle esigenze di tale domanda di mobilità.

Sebbene non sia previsto un canale di finanziamento ad hoc per la mobilità turistica, gli interventi infrastrutturali pianificati con la strategia Connettere l'Italia costituiscono un fattore critico per lo sviluppo della mobilità turistica. Quindi, si legge nel Piano straordinario, gran parte delle risorse già stanziate per tali interventi - e di quelle che saranno stanziate nei prossimi anni - pur non confluendo in un canale di finanziamento ad hoc, saranno adibiti a tale finalità.

Nello specifico, le fonti normative e programmatiche per l'allocazione di tali risorse sono:

  • Fondo Investimenti per lo Sviluppo Infrastrutturale del Paese ex art. 1 comma 140 della Legge di Bilancio 2017;
  • Contratto di programma investimenti ANAS 2016/2020;
  • Contratto programma investimenti RFI 2017/2027;
  • Piano Operativo Infrastrutture - FSC 2014-2020;
  • PON Infrastrutture e Reti 2014-2020;
  • PON Città Metropolitane 2014-2020;
  • Piano di Azione e Coesione (PAC) 2014-2020;
  • Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile e fondo finalizzato all’acquisto e al noleggio di mezzi adibiti al trasporto pubblico locale e regionale ex art. 1 comma 613 della Legge di Bilancio 2017.

La mobilità turistica ha il potenziale di attrarre risorse finanziarie aggiuntive destinate ad ambiti diversi e complementari all'interno delle policy europee di settore. Il PSMT riporta i programmi di finanziamento dell'UE più rilevanti: dal Fondo europeo di sviluppo sostenibile al Fondo sociale europeo, passando per il Connecting Europe Facility (CEF), dedicato agli investimenti infrastrutturali, Erasmus+ e Horizon 2020.

Pur in assenza di un programma specifico per la mobilità turistica, il framework europeo contiene tutti gli elementi qualificanti della strategia del PSMT.

Il Piano rappresenta, in tal senso, la cornice di riferimento per le iniziative progettuali afferenti ai diversi ambiti di intervento che, nel loro complesso, contribuiscono alla strategia nazionale per la mobilità turistica. Tale quadro d'insieme rappresenta un valore aggiunto anche per l'ammissione ai finanziamenti delle iniziative candidabili sui diversi programmi europei.

Fondi UE: come potrebbero finanziare la mobilità turistica

Nel Piano straordinario viene anche indicato come ogni programma di finanziamento europeo potrebbe incidere positivamente sullo sviluppo della mobilità turistica.

Si prenda Horizon 2020, dedicato a ricerca e innovazione, che potrebbe finanziare progetti per le Smart Cities, l’innovazione del sistema dei trasporti e dei servizi ai passeggeri. O ancora, il FESR  (attraverso i programmi operativi nazionali Infrastrutture e reti e Imprese e competitività, oltre che attraverso quelli regionali), che potrebbe contribuire andando a finanziare interventi di ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione nel settore turismo, lo sviluppo del turismo di nicchia, anche attraverso infrastrutture e la promozione dell’imprenditorialità. Il piano suggerisce poi di ricorrere al FSE per sostenere lo sviluppo del turismo rurale e la formazione di figure quali il Tourism Manager.

Se lampante è l’impiego che si potrebbe fare delle risorse CEF – che potrebbero sostenere progetti infrastrutturali nel settore dei trasporti, oltre all’innovazione dei servizi per il trasporto e all’ottimizzazione dell’interconnessione – meno scontato è il ricorso a programmi europei quali LIFE (per la tutela ambientale e il clima) ed Europa Creativa (dedicato al settore culturale e creativo).

LIFE potrebbe finanziare progetti dedicati alla conservazione di aree naturali, al turismo accessibile e sostenibile, mentre Europa Creativa potrebbe sostenere iniziative legate alla Capitale europea della cultura e la cooperazione internazionale per la creazione e preservazione di prodotti con contenuto artistico e culturale.

Obiettivi del Piano straordinario della mobilità turistica

Il Piano disegna un turismo accessibile, digitale, sicuro, sostenibile e che valorizzi le infrastrutture.

Si punta a un turismo più accessibile, riducendo i tempi di connessione tra le porte d’accesso e i siti turistici ed adeguando infrastrutture e mobilità nei distretti turistici in un’ottica di intermodalità e integrazione tra servizi.

Di questo obiettivo fanno parte il progetto Easy Station, con investimenti per circa 2 miliardi di euro, per il miglioramento di 620 stazioni in termini di accessibilità (ascensori e rampe, segnaletica percorsi tattili, illuminazione), funzionalità, decoro e sicurezza, informazioni al pubblico.

A questo si aggiungono circa 1 miliardo di euro per il miglioramento della rete ferroviaria di collegamento con le porte di accesso per via aerea (Milano, Bergamo, Roma Fiumicino, Catania, Genova) e oltre 2,6 miliardi di euro per il completamento e l'avvio di nuovi interventi nel settore dei sistemi di trasporto rapido di massa nelle aree urbane e metropolitane.

Un turismo che valorizza le infrastrutture, promuovendo il recupero di quelle dismesse e valorizzando il potenziale turistico e culturale dei sistemi di trasporto, in un’ottica che vede le infrastrutture come luoghi di scambio sociale e culturale.

È previsto, infatti, il recupero a fini turistici di 28 Case Cantoniere pilota, posizionate in prossimità di circuiti culturali e turistici, di cammini e di ciclovie e la valorizzazione delle stazioni senza presidio mediante comodato gratuito ad associazioni no-profit. A questo si affianca l’istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico.

Il Piano guarda poi al turismo digitale, promuovendo lo sviluppo di piattaforme big e open data per la raccolta di dati sulla mobilità turistica e l’upgrading tecnologico delle infrastrutture di trasporto con soluzioni per l’offerta di servizi digitali integrati lungo tutta l'esperienza di viaggio del turista. Questo potrà garantire anche una maggiore sicurezza dei viaggiatori e delle infrastrutture di trasporto.

Open trasporti, dunque, piattaforma nazionale di servizi open per raccogliere e offrire dati sulla mobilità nazionale, Smart Station per abilitare servizi innovativi al viaggiatore all’interno delle stazioni e Smart Road con la digitalizzazione, ad esempio, dell'Autostrada del Mediterraneo, prima Smart Road italiana, con hotspot wi-fi ogni 300 metri, «isole» per fornire energia rinnovabile e droni per il monitoraggio del traffico.

Infine, il Piano promuove il Turismo sicuro e sostenibile, sviluppando reti infrastrutturali per la mobilità ciclo-pedonale (ad es. ciclovie) con finalità turistiche, integrate con il trasporto convenzionale (ad es. bici in treno).

In questo obiettivo si inserisce anche la realizzazione del Sistema delle Ciclovie turistiche, 6.000 km complessivi con investimenti per oltre 180 milioni di euro e il Progetto Valore Paese, Cammini e Percorsi che prevede la riqualificazione ed il riuso a fini turistico-ricettivi di oltre 300 immobili pubblici situati lungo percorsi ciclo-pedonali e itinerari storico-religiosi e 60 milioni di euro per la valorizzazione di cammini di rilevanza nazionale, come la Via Francigena e l’Appia Regina Viarum.

> Piano straordinario della mobilità turistica 2017-2022

Photo credit: Enrico Pighetti

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