Ue-Indonesia, i temi caldi sul tavolo dei negoziati commerciali

 

Indonesia - Photo credit Everyone Sinks StarcoUn quadro dei punti più critici delle trattative per l'accordo di libero scambio UE-Indonesia.

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I negoziatori di Unione europea e Indonesia si sono riuniti a Bruxelles dall'11 al 15 settembre 2017 per il terzo round di trattative in vista di un accordo di libero scambio bilaterale.

Come nei precedenti incontri, si legge in un report aggiornato di Bruxelles, le discussioni si sono svolte in un "clima cooperativo" in ognuno dei 18 gruppi di lavoro attivati. Tuttavia, sono emerse diverse questioni che richiedono ulteriori approfondimenti e che vedono "posizioni divergenti" tra le parti.

Tra le altre, le più critiche sono quelle relative a:

  • dazi all'esportazione,
  • mercato degli appalti pubblici,
  • sistema giudiziario internazionale,
  • misure sanitarie e fitosanitarie.

Le parti, si legge ancora nel rapporto dell'Esecutivo, hanno inoltre svolto ulteriori discussioni esplorative su tema della liberalizzazione del commercio di beni e hanno deciso di puntare ad un primo scambio di offerte in merito entro l'avvio del prossimo round. 

Ma vediamo nel dettaglio alcune delle questioni più calde sul tavolo delle trattative.

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I dazi all'esportazione di merci

Sul capitolo relativo al commercio di beni l'UE ha presentato all'Indonesia la sua proposta di testo. Sebbene siano emersi alcuni punti di convergenza tra le parti, si legge sul report, "non è stato raggiunto l'accordo su nessuno degli articoli del testo". Le posizioni divergenti, specifica la Commissione, riguardano in particolare i dazi all'esportazione e la questione delle "merci rigenerate".

Le discussioni su questo capitolo hanno riguardato anche "uno scambio iniziale su possibili parametri per la liberalizzazione tariffaria". In merito, entrambe le parti hanno accettato di puntare verso un primo scambio di offerte entro il prossimo round.

L'accesso agli appalti pubblici

Sul capitolo relativo agli appalti pubblici le due parti hanno affrontato l'intero testo, che - va specificato - è basato sull'accordo in materia di appalti pubblici dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), al quale sono stati aggiunti alcuni articoli aggiuntivi relativi alla specifica relazione bilaterale tra l'UE e l'Indonesia.

Sebbene le discussioni attuali non facciano presagire grandi divergenze future rispetto alle norme previste dal testo, i negoziatori di parte indonesiana hanno segnalato la "necessità di ottenere un mandato più elaborato". 

Le parti hanno poi discusso il sistema "TED" (che si occupa della pubblicazione delle informazioni sugli appalti UE) e delle "norme indonesiane sugli appalti per le società statali".

Il nodo degli investimenti

Le parti, spiega Bruxelles, hanno avuto discussioni costruttive sulle disposizioni fondamentali per la liberalizzazione e la protezione degli investimenti. Sono stati compiuti "ottimi progressi" relativamente all'accesso al mercato, al diritto di regolamentazione, all'esproprio e al trasferimento di fondi

Maggiori divergenze sono emerse, invece, in merito all'architettura stessa del testo e al tema dei "requisiti di prestazione". Su questi aspetti, si legge, saranno necessarie "discussioni più approfondite" e "scambi per iscritto".

Un capitolo a parte del dossier investimenti riguarda la risoluzione delle controversie. Sulla proposta UE di un tribunale multilaterale permanente l'Indonesia ha spiegato che proseguirà le proprie riflessioni interne.

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Misure sanitarie e fitosanitarie

Critico è ancora il capitolo sulle misure sanitarie e fitisanitarie. Le due parti, si legge nel rapporto, hanno discusso la proposta di testo iniziale presentata dall'UE all'Indonesia un anno fa. In merito, sono stati concordati solo due articoli (trasparenza e consultazione tecnica) e sono stati compiuti progressi su disposizioni relative a obiettivi, definizione, condizioni di importazione, revisione contabile e misure di emergenza.

Tuttavia, spiega il documento della Commissione, non sono stati ancora discussi articoli importanti, come le condizioni regionali, le procedure di pre-listing, le equiparazioni e alcune disposizioni sull'importazione. Al riguardo, infatti, le parti si dicono ancora impegnate in "consultazioni interne".

Un passo avanti sulle indicazioni geografiche

Un dossier che ha subito concreti sviluppi durante l'ultimo round di negoziati è quello sui diritti di proprietà intellettuale.  Il testo, basato sulla proposta UE e sulla contro-proposta indonesiana, è stato "discusso articolo per articolo", inclusi - oltre alle disposizioni generali - i punti su:

  • diritti d'autore,
  • marchi, disegni e brevetti,
  • informazioni non divulgate e segreti commerciali,
  • varietà vegetali,
  • indicazioni geografiche,
  • trasferimento tecnologico,
  • cooperazione e trasparenza.

In particolare, le due parti hanno raggiunto un accordo sulla sezione del testo relativa alle indicazioni geografiche e hanno deciso di avviare la pubblicazione delle proprie liste nazionali di indicazioni entro la fine dell'anno.

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Photo credit: Everyone Sinks Starco

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