Fotovoltaico: in arrivo sul mercato nuovi pannelli solari

 
 Un nuovo tipo di tecnologia che sfrutta l’energia solare è pronto per la produzione di massa. A metterla a punto è Nanosolar, azienda californiana con sede a San Josè, che dal 2002 progetta e realizza tecnologie innovative nell’ambito del fotovoltaico. Gli ingegneri della factory statunitense hanno creato un’applicazione per la realizzazione dei pannelli solari, realizzati con un semiconduttore, il cosiddetto CIGS, su fogli di alluminio.

Nanosolar ha deciso di aprire un’apposita filiale in Germania, dove gli incentivi del governo hanno dato vita ad un vasto mercato per i pannelli solari. In questo paese Nanosolar è in grado di fabbricare ogni anno pannelli per circa 640 megawatts.

Le cellule fotovoltaiche realizzate con il semiconduttore CIGS, composte da rame, indio, gallio e selenio sono da tempo considerate un potenziale rivale per i pannelli tradizionali in silicio. Almeno nei test di laboratorio le batterie CIGS hanno raggiunto un’efficienza paragonabile a quelle in silicio e la loro fabbricazione è molto più economica. Tuttavia si è rivelato difficile sviluppare dei processi di costruzione che mantengano un’efficienza elevata.

Nanosolar afferma di aver risolto questi problemi. In realtà rispetto ai test di laboratorio, che riescono convertire il 20% dell’energia solare in elettricità, le cellule non si sono rivelate altrettanto efficienti, riuscendo a convertire solo il 16,4%. In media, poi, la percentuale scende all’11%. Ma secondo Martin Roscheisen, amministratore delegato di Nanosolar, tutto questo è sufficiente per competere con i tradizionali pannelli solari, anche per merito dei costi ridotti.

La scarsa efficienza rappresenta un problema, anche perché aumentano i costi di installazione: visto che ogni pannello produce meno energia, è necessario montare più pannelli. Aumenterebbero anche i costi necessari ad unificare la potenza prodotta dai pannelli, ma la Nanosolar ha ovviato a questo problema utilizzando dei fogli di alluminio per mettere insieme gli elettroni di tutti i pannelli. Inoltre, a parità di efficienza, questi pannelli sono più grandi rispetto a quelli tradizionali. Per capire la differenza, mentre un pannello tradizionale costruito dalla First Solar, azienda dell’Arizona, produce circa 70 watts, un pannello della Nanosolar è capace di generare 160 watts.

Tuttavia è difficile per la Nanosolar affermarsi sul mercato, soprattutto a causa dell’attuale congiuntura economica e della riluttanza delle banche a finanziarla.
(Alessandra Flora)

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