Stop TTIP - Iniziativa cittadini, al via raccolta firme

 

Stop TTIP - Photo credit: Global Justice Now via Foter.com / CC BYGli organizzatori dell'ICE Stop TTIP hanno un anno di tempo per raccogliere le adesioni e ottenere una risposta da Bruxelles.

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La Commissione europea ha annunciato nelle scorse ore la registrazione dell'Iniziativa dei cittadini europei (ICE) “Stop TTIP”, con cui si chiede all'Esecutivo UE di raccomandare al Consiglio di abrogare il mandato di negoziato per il Partenariato transatlantico sul commercio e gli investimenti (il cosiddetto TTIP) e di non firmare l'accordo globale sul commercio con il Canada (CETA).

Con la registrazione formale dell'iniziativa, prevista per il prossimo 10 luglio, partirà l'anno di tempo a disposizione degli organizzatori per la raccolta firme.

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Iniziative dei cittadini europei: cosa sono e come funzionano

In linea generale è importante sapere che una Iniziativa dei cittadini costituisce un invito alla Commissione europea perché questa proponga un atto legislativo su questioni per cui l'UE ha "la competenza di legiferare".

Per lanciare un'iniziativa occorre costituire un comitato composto da almeno sette cittadini UE residenti in almeno sette Stati membri diversi. Le iniziative non possono essere gestite da organizzazioni; queste possono, tuttavia, promuoverle o sostenerle, purché lo facciano in piena trasparenza.

Prima di iniziare la raccolta delle dichiarazioni di sostegno da parte dei cittadini, gli organizzatori sono tenuti a registrare l'iniziativa su uno specifico sito UE dedicato. Dopo la conferma della registrazione, gli organizzatori hanno a disposizione un anno per raccogliere il sostegno.

Perchè la Commissione europea reagisca, dando seguito o meno alla richiesta dei cittadini, l'iniziativa deve essere sostenuta da almeno un milione di cittadini europei, di almeno sette Paesi UE. Per ciascuno dei sette Paesi è, inoltre, richiesto un numero minimo di firme.

Stop TTIP: come è nata l'iniziativa

L'iniziativa dei cittadini Stop TTIP è stata presentata una prima volta alla Commissione a luglio 2014. Dopo aver valutato l'appropriatezza giuridica della proposta, a settembre 2014 Bruxelles ha deciso di rifiutarne la pubblicazione. In risposta al rifiuto, i promotori dell'iniziativa si sono appellati alla Corte di giustizia dell'Unione europea, che a maggio scorso ha annullato l'iniziale decisione della Commissione.

L'Esecutivo UE, che non ha impugnato la sentenza della Corte, ha dunque provveduto nelle scorse settimane a riesaminare l'iniziativa, decidendo infine di registrarla, sottolineando però che la parte della proposta riguardante il CETA è ormai "priva di finalità", dato che l'intesa è stata siglata il 30 ottobre 2016

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La decisione della Commissione di registrare l'iniziativa, ci tiene a specificare Bruxelles, riguarda unicamente la ricevibilità giuridica della proposta. L'Esecutivo non è, infatti, ancora tenuto ad analizzare il contenuto dell'iniziativa in questa fase.

Solo se l'iniziativa riceverà un milione di dichiarazioni di sostegno entro un anno da almeno sette diversi Stati membri, la Commissione sarà tenuta a reagire (favorevolmente o sfavorevolmente) entro tre mesi. Bruxelles, si legge in una nota, può decidere di seguire o meno la richiesta ma in entrambi i casi dovrà spiegare la sua decisione.

Negoziati TTIP: lo stallo UE-USA

I rapporti tra UE e USA, è bene ricordarlo, sul fronte del TTIP sono in pieno stallo. Già a poche ore dall'insediamento alla Casa Bianca, il neo presidente statunitense Donald Trump aveva ribadito la sua posizione in merito. Per "far tornare grande l'America", aveva detto, occorre rivedere tutti i trattati commerciali e contrastare la liberalizzazione e la globalizzazione, che hanno indebolito la potenza statunitense negli ultimi decenni.

Sempre in materia di politica commerciale USA-UE, secondo quanto riportato alcune settimane fa dai giornali statunitensi il tycoon intenderebbe attuare le promesse fatte in campagna elettorale di una vera e propria inversione di marcia nei rapporti con Bruxelles, imponendo, tra le altre cose, dazi 'punitivi' su almeno 90 prodotti simbolo del Made in EU, tra cui: la Vespa e la San Pellegrino per l'Italia e e il formaggio Roquefort e l'acqua Perrier per la Francia, tanto per citarne alcuni.

In base a quanto sostenuto dai quotidiani americani, le tariffe toccherebbero quota 100%, procurando di fatto il raddoppio dei prezzi di questi prodotti per i consumatori USA e compromettendone inevitabilmente le vendite.

Sito dell'Iniziativa dei Cittadini Stop TTIP

Photo credit: Global Justice Now via Foter.com / CC BY

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