Cina: un corso on line per difendere le Pmi europee

 
Ying YangDifendersi nella giungla del commercio cinese. Il China IPR SME Helpdesk della Commissione Europea ha lanciato il primo di una serie di moduli interattivi di e-learning destinati alle pmi che investono in estremo oriente o che semplicemente temono il rischio di violazione del copyright, letteralmente “infringement”. Registrare il marchio nel proprio paese d’origine, infatti, non è sufficiente a tutelarlo anche in Cina.

Della durata di 25 minuti, il modulo aiuta le aziende a proteggere i loro brand e i loro profitti in Cina registrando, difendendo e rafforzando i diritti sul loro marchio. Realizzato dagli esperti dell’Helpdesk, il percorso virtuale in lingua inglese fornisce una formazione su tutti gli aspetti della protezione del brand in Cina. Attraverso un percorso on line semplice e gratuito, gli imprenditori alle prime armi possono imparare tutto quello che c’è da sapere a proposito della gestione della proprietà intellettuale di una società. Per marchio di fabbrica, o trademark, si intende qualunque segno che identifichi un determinato bene o un servizio e aiuta i consumatori a distinguere un’impresa da un’altra.

Attraverso singole case history strutturate in base alle peculiarità dei singoli paesi l’utente può immedesimarsi nelle situazioni più vicine alla propria storia aziendale. Alcuni settori di mercato, come quello del tessile e della ceramica – molto presenti in Italia e in Spagna - sono più esposti al rischio di plagio e pertanto l’Helpdesk consiglia di effettuare prima possibile la registrazione il marchio. Il pericolo aumenta nel caso in cui, ad esempio, un’azienda dell’industria dell’automotive voglia entrare direttamente nel mercato cinese.

Infine il modulo interattivo spiega quali sono i passi per la registrazione e gli uffici ai quali rivolgersi. Il primo step, in ogni caso, è l’iscrizione al WIPO , il World Intellectual Property Organization di Ginevra, mentre il secondo è  la registrazione al CTMO , il China Trademark con sede a Pechino in base alla classificazione del bene o servizio prodotto. 

Infine, se l’impresa non possiede una sede operativa in Cina, si rende necessario reclutare un “trademark agent” del CTMO, possibilmente di lingua cinese, che possa monitorare la situazione sul posto e comportare un prezioso risparmio di tempo e di soldi.
(Alessandra Flora)

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