Competenze digitali – l'esempio di Assinter Italia per i professionisti ICT

 

Competenze digitali - Photo credit: Foter.comUn progetto di Assinter Italia dimostra come individuare uno standard di riferimento dei profili professionali abbia impatti positivi su imprese, PA e mercato.

Competenze digitali – AgID aggiorna linee guida su professionisti ICT

Competenze digitali – AgID, consultazione su professionisti ICT

L'Agenzia per l'Italia digitale (AgID) ha da poco aggiornato le sue Linee guida per la qualità delle competenze digitali nelle professionalità ICT, alla luce dei contributi inviati a seguito di una consultazione pubblica. Nell'impianto complessivo il documento dell'AgID presenta alcuni elementi di positività, per la precisione tre, nota Silvia Barbieri, responsabile degli Affari regolatori e Rapporti istituzionali di Assinter Italia, l’Associazione delle Società per l’Innovazione Tecnologica nelle Regioni che riunisce aziende a capitale pubblico che operano nel settore dell’informatica per la PA secondo il modello "in house providing".

Linee guida per la qualità delle competenze digitali nelle professionalità ICT: pregi...

Definire uno standard per le competenze digitali nelle professionalità ICT significa fornire alle amministrazioni indicazioni trasversali sull’impiego di figure professionali, sull’integrazione della prestazione di servizi professionali nell’ambito di contratti di servizio ICT e su come rendere possibile l’identificazione chiara di skill e competenze. E permette anche di fornire un punto di riferimento per le imprese e il mercato, che potranno rispondere ai capitolati di gara in maniera molto più chiara e semplice.

“Codificare, seppur a livello di soft regulation, i nomi e le tassonomie dei profili professionali rappresenta un elemento di facilitazione che permette di raggiungere un miglior risultato nel processo di outsourcing dei servizi di digitalizzazione”, sottolinea Barbieri.

“Abbiamo accolto sin dall'inizio l'approccio generale delle Linee guida perché fanno riferimento innanzitutto ad un lavoro, che è stato portato avanti dalla nostra associazione insieme alle altre associazioni di rappresentanza, che è l'Osservatorio per le competenze digitali, e tengono conto delle evidenze emerse da questo lavoro che portiamo avanti ormai da 3 anni”, sottolinea Barbieri.

“In secondo luogo, le linee guida guardano all'e-Competence Framework alla cornice metodologica intorno alla quale costruire un discorso sulla qualità delle competenze digitali ICT, in particolare nell'ambito della Pubblica amministrazione”.

“Il terzo elemento di positività riguarda l'attenzione che le Linee guida pongono rispetto al confronto tra domanda pubblica di innovazione e dialogo con il mercato: si pongono in tal senso come uno strumento di facilitazione del dialogo della PA, che deve acquistare innovazione dal mercato, ed il mercato, che risponde offrendo i propri servizi”.

...e difetti

Tuttavia, si legge nel contributo inviato da Assinter Italia, “l’insieme dei profili non risulta omogeneo, si hanno di fatto due logiche diverse che convivono nel modello”.

Facciamo un passo indietro. Il documento redatto dall'AgID individua 23 profili, appartenenti a 6 diverse aree professionali, corrispondenti ai profili e-CF, lo standard europeo “e-Competence Framework”, che descrive sinteticamente anche in termini di missione, deliverable, attività principali e Key Performance Indicator alcuni ruoli ICT tipici.

Il framework e-CF nasce come modello che parte dalle competenze e non dai profili. “Questo è stato per noi sin da subito un elemento di positività, perché dà quella giusta modularità che permette di mettere insieme le varie esigenze interne a un'associazione”.

I 23 profili europei sono definiti di seconda generazione, poiché derivati da aree professionali espresse a livello europeo. A partire da quei profili viene data la possibilità di individuarne di ulteriori (cosiddetti di terza generazione).

e-CF

“Nella prima versione delle Linee guida i profili di seconda e terza generazione erano messi sullo stesso piano. Questo per noi rappresentava un forte limite: i 37 profili di terza generazione venivano messi così in rilievo perchè sono stati normati da Uninfo - l'ente nazionale di normazione per le Tecnologie Informatiche e loro applicazioni, ndr -, ma in realtà molte altre società si sono mosse per dotarsi dei propri profili di terza generazione”. Tra queste, Assinter, che ha messo a punto un proprio sistema.

Il progetto di Assinter per le competenze digitali nelle professionalità ICT

Il primo passo del progetto, che ha interessato le imprese che fanno parte del network, è stata la creazione di un gruppo di lavoro che ha iniziato a informarsi e a disseminare informazioni sul framework e-CF, spiega Barbieri.

Conclusa questa prima fase, 7 società su 17 hanno deciso di utilizzare l'e-CF come standard di riferimento per i propri sistemi professionali interni. “Abbiamo quindi dato vita ad un progetto in cui, a livello associativo, abbiamo costruito un prototipo di sistema professionale comprensivo di 29 profili di terza generazione”.

Skills Agenda for Europe – il decalogo Ue per le competenze

Sette società attualmente utilizzano questi 29 profili all'interno delle proprie aziende. E Assinter non è sola in questo percorso: “Anche Poste Italiane ha creato un proprio sistema orientato all'e-CF e lo sta implementando, ma siamo delle mosche bianche”, nota la responsabile degli Affari regolatori e Rapporti istituzionali dell'associazione.

I vantaggi per la PA, le imprese e il mercato

“Il valore di questa operazione riguarda innanzitutto le nostre imprese: grazie all'e-CF hanno effettuato degli assessment interni che hanno permesso loro di fotografare lo stato delle competenze interne e consentirà loro di sviluppare dei percorsi di carriera e programmi di formazione in maniera molto più mirata ed efficace rispetto al passato”.

Detto in altri termini, “hanno una consapevolezza del patrimonio di competenze interno che prima non avevano e che può essere sfruttato a vantaggio del sistema Paese, considerando che si tratta di imprese pubbliche, che mettono a disposizione le loro competenze per la digitalizzazione dei servizi e dei sistemi informativi pubblici”.

“Ci sarà un impatto positivo anche nel dialogo con il mercato”, prosegue Barbieri, “le nostre codificazioni si ispirano ad un sistema europeo ed i nostri profili professionali sono stati matchati con i 23 profili europei. Il mercato ha quindi a disposizione delle tabelle di lettura: nel momento in cui le nostre società mettono a bando un servizio, il mercato avrà la possibilità di riconoscere quali sono i profili che vengono messi a bando, quali le competenze di questi profili e quindi potranno rispondere ai capitolati di gara in maniera molto più chiara e semplice. E ciò ovviamente ha un impatto anche in termini di trasparenza su ciò che chiede la PA e su come il mercato risponde”.

Nelle 7 società aderenti, grazie a un accordo con l'Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico (AICA), “ci siamo dotati di un tool, e-CFPLUS, che ha permesso di svolgere gli assessment sulla popolazione aziendale”. I dipendenti hanno risposto ad un assessment digitalizzato sulla cui base sono state 'fotografate' le competenze e-CF di ciascun dipendente, che sono poi state matchate con i profili. “Tale sistema è implementato concretamente all'interno di queste aziende e confluisce all'interno dei bandi di gara che queste svolgono. Si tratta di un progetto che abbiamo rilasciato nel novembre 2016, ci vorrà almeno tutto il 2017 perché poi effettivamente in queste 7 società vada a regime, ma iniziamo a registrare risultati concreti”.

Rilanciare la Grand Coalition for Digital Jobs

Nel complesso l'associazione si dice soddisfatta dei risultati delle linee guida. “Ora vorremmo invitare l'AgID ad avviare tavoli un po' più ampi e stabili per portare avanti un dialogo sulle esperienze di successo e cercarle di integrarle all'interno dei progetti dell'AgID”.

“Un luogo era la Grand Coalition for Digital Jobs – la coalizione per le competenze digitali, nata nel 2015 con lo scopo di promuovere e valorizzare le attività e i progetti portati avanti dai vari componenti pubblico-private, in un’ottica di collaborazione e condivisione, tesi allo sviluppo e il rafforzamento delle competenze tecnologiche digitali - che purtroppo è in stallo. Potrebbe essere un'idea rilanciarla”.

> Contributo di Assinter Italia alla consultazione AgID sulle linee guida per la qualità delle competenze digitali nelle professionalità ICT

Corrispondenza dei profili del sistema professionale Assinter Italia con i profili europei

Photo credit: Foter.com

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