Commercio - PE lavora su aggiornamento accordo UE-Turchia

 

Approda al Parlamento UE la proposta di un nuovo accordo sull'Unione Doganale con la Turchia.

Turkey - Photo credit: alexeyklyukin via Foter.com / CC BY-SA

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E' arrivato sul tavolo dei deputati della commissione Commercio Internazionale (INTA) del Parlamento Europeo il documento di lavoro dal titolo "Verso un nuovo quadro commerciale tra l'Unione europea e la Turchia e la modernizzazione dell'Unione Doganale". 

Rapporti commerciali UE-Turchia

Il quadro giuridico delle relazioni commerciali tra UE e Turchia, si legge nel documento di lavoro approdato in Commissione INTA, è regolato attualmente da un Accordo di Associazione del 1963 (il cosiddetto "Accordo di Ankara"), dal Protocollo Aggiuntivo del 1970 e da una serie di Decisioni adottate tra il '76 e il '95 dal Consiglio di Associazione UE-Turchia. In particolare, si legge, la Decisione del '95 "getta le basi per le norme dell’Unione Doganale relative al commercio di beni", anche in vista di una prevista adesione di Ankara all'Unione.

Nel dicembre 1999 la Turchia viene ufficialmente riconosciuta come Paese candidato all'ingresso in UE e, nel 2005, vengono avviati i relativi negoziati.

A vent'anni dalla sua introduzione, si legge ancora, l'Unione Doganale si è rivelata uno "strumento importante" che ha contribuito a:

  • l'evoluzione economica della Turchia,
  • il rafforzamento del mercato interno di Ankara,
  • l'incremento del commercio Turchia-UE in entrambe le direzioni (import e export),
  • il progressivo allineamento con l’acquis comunitario,
  • un aumento delle possibilità di scelta per i consumatori turchi.

Sulla base dei lavori svolti dal Senior Officials Working Group dell’UE e della Turchia, continua il documento, la Commissione europea e il governo di Ankara hanno annunciato, a maggio 2015, l’intenzione di "aprire i negoziati per un rafforzamento delle relazioni commerciali bilaterali".

E' in tale contesto che, anche sulla base del parere positivo espresso da diverse organizzazioni di categoria (sia turche che europee) e dalla Banca Mondiale, il documento rilancia l'idea di un "nuovo accordo sull’Unione Doganale" UE-Turchia. 

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Il testo: come aggiornare l'Unione Doganale

La questione dell'aggiornamento dell'Unione Doganale tra Bruxelles  e Ankara, si legge nel testo, "non è certamente delle più semplici". Se da un lato, infatti,  è necessario "valutare l’utilità" di tale accordo commerciale e "i potenziali benefici di un suo rafforzamento", dall’altro non si può ignorare "il particolare contesto politico e istituzionale" che si è venuto a creare in Turchia "alla luce dei recenti eventi".

Il lavoro delle istituzioni UE in questo senso deve, dunque, tener conto di entrambi gli aspetti della questione.

Il documento prevede per "l’evoluzione dell’attuale quadro giuridico" tre possibili scenari:

  • mantenere lo status quo, ovvero l’Unione Doganale del 1995 senza alcuna modifica;
  • modernizzare l’Unione Doganale per renderla più equilibrata e operativa e al contempo rafforzarla con un accordo che copra i settori esclusi (agricoltura, servizi, appalti pubblici, materie prime, cooperazione regolamentare, sviluppo sostenibile, PMI e protezione degli investimenti);
  • sostituire l’Unione Doganale con un Deep and Comprehensive Free Trade Agreement (DCFTA) sul modello di quelli conclusi negli ultimi anni da Bruxelles.

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Proposta di risoluzione del PE

Sul documento di lavoro in esame è stata votata e approvata in Commissione INTA una proposta di risoluzione del Parlamento europeo curata dall'europarlamentare EFDD David Borrelli.

La bozza presenta una serie di raccomandazioni al Consiglio e alla Commissione UE per una corretta gestione dei negoziati con Ankara sull'eventuale aggiornamento dell'accordo per l'Unione Doganale.

In primis, relativamente al contesto generale e all'ambito di applicazione, i deputati chiedono di:

  • riconoscere il ruolo strategico della Turchia per l'Unione in termini di vicinanza geografica, legami storici, culturali, politici e commerciali;
  • inserire il nuovo quadro commerciale con la Turchia all'interno della politica globale dell'UE e, in particolare, dei principi e degli obiettivi della sua azione esterna;
  • collocare il rafforzamente delle relazioni commerciali tra l'UE e la Turchia "in un contesto di comune volontà delle parti di condividere l'insieme dei valori e dei principi richiamati nei trattati istitutivi dell'UE";
  • tener conto "concretamente e attentamente" delle "condizioni economiche, sociali, politiche e giuridiche" in cui avverranno i negoziati e che ne determineranno gli effetti sulla vita dei cittadini;
  • modificare l'attuale struttura dell'accordo di Ankara poichè del tutto "inadeguata all'evoluzione della politica commerciale dell'UE", in quanto "non considera temi specifici quali sviluppo sostenibile, protezione dei diritti sociali e del lavoro, parità di genere, tutela della sicurezza alimentare e della salute, PMI, protezione degli investimenti esteri" e non tiene conto del ruolo specifico del Parlamento europeo e dei Parlamenti nazionali;
  • garantire che l'accordo sulla modernizzazione dell'unione doganale e il rafforzamento delle relazioni commerciali tra l'UE e la Turchia sia applicato in maniera piena e paritaria a tutti gli Stati membri; 
  • assicurare che il processo negoziale si ispiri ai principi della trasparenza e del pieno accesso agli atti.

In merito alla questione specifica della modernizzazione dell'Unione Doganale, il PE chiede, invece, che:

  • sia condizione necessaria l'astensione della Turchia da qualsiasi misura protezionistica e restrittiva;
  • la legislazione turca si allinei all'acquis comunitario, "in particolare in materia di tutela della proprietà intellettuale, concorrenza e aiuti di Stato";
  • siano considerati "aspetti importanti dell'Unione Doganale" la lotta a contraffazione, pirateria, commercio di animali selvatici e frodi alimentari;
  • venga introdotto un meccanismo di risoluzione delle controversie capace di operare in un quadro di imparzialità e certezza giuridica in linea con le regole e la prassi dell'OMC;
  • si consideri la possibilità di "consentire alla Turchia di accedere come osservatore" al fine di un maggiore coinvolgimento della stessa nel processo decisionale legato alla politica commerciale dell'UE;
  • siano valutate modalità di coinvolgimento "nel rispetto della sovranità e dell'autonomia negoziale dell'UE" in relazione alla negoziazione di accordi commerciali tra Bruxelles e Paesi terzi cui la Turchia non partecipa.

Infine, in merito a un nuovo quadro commerciale UE-Turchia, la proposta di risoluzione del Parlamento europeo suggerisce di:

  • inserire nelle relazioni Bruxelles-Ankara settori chiave quali l'agricoltura, i servizi e gli appalti pubblici, nel rispetto degli articoli 207 e 218 TFUE;
  • prevedere una liberalizzazione dei settori attualmente non compresi "in maniera progressiva e vincolante", misurandone l'impatto su imprese, in particolare le PMI, consumatori e ambiente;
  • condizionare la liberalizzazione dei prodotti agricoli alla riforma della legislazione turca in materia di sovvenzioni e sussidi all'export per evitare effetti distorsivi con il regime della PAC;
  • prevedere la liberalizzazione del settore dei servizi sulla base di rigorosi criteri di trasparenza, piena reciprocità, non discriminazione;
  • prestare attenzione agli aspetti connessi alla protezione dei dati in ambiti quali l'economia digitale, le telecomunicazioni, i servizi postali e i servizi finanziari e mantenere l'attuale sistema di quote nel settore dei trasporti;
  • stabilire procedure rigorose per l'ingresso e il soggiorno dei professionisti;
  • prevedere disposizioni specifiche per la protezione degli investimenti;
  • includere i settori di energia e materie prime nelle relazioni commerciali UE-Turchia, a condizione che si crei un ambiente economico aperto, concorrenziale e non discriminatorio.

Photo credit: alexeyklyukin via Foter.com / CC BY-SA

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