Calcolo dumping - riforma UE, cosa ne pensano PE e industria acciaio?

 

Trade - Photo credit: thenunnery via Foter.com / CC BY-SACommissione INTA al PE e Federacciai alla Camera discutono la riforma UE per il calcolo del dumping dai Paesi terzi, Cina in primis.

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In parallelo tra Strasburgo e Roma, gli europarlamentari della commissione Commercio Internazionale del Parlamento europeo, da una parte, e i rappresentanti del settore siderurgico italiano in un'audizione a Montecitorio, dall'altra, si interrogano sull'efficacia della proposta di riforma, lanciata dalla Commissione europea a novembre 2016, per il calcolo del dumping sulle esportazioni nell'Unione da Parte dei Paesi Terzi.

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A Strasburgo l'eurodeputato PPE Salvatore Cicu, in qualità di relatore del dossier, ha esposto la proposta di Bruxelles sulla nuova metodologia per calcolare i dazi sull'export oggetto di dumping da parte dei Paesi terzi. 

Alla luce della scadenza - lo scorso dicembre - del regime provvisorio applicato alla Cina in fase di ingresso nell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) per difendere i Paesi membri dalla concorrenza sleale di Pechino, la proposta elimina del tutto la vigente divisione tra le economie di mercato e le economie non di mercato e, al contempo, introduce il concetto di "distorsioni significative", vale a dire quelle distorsioni di grande entità causate da specifiche condizioni, quali: l'intervento dello Stato nell'economia, la forte presenza di imprese di proprietà statale o la disparità di condizioni a favore delle imprese nazionali.  

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La proposta di Bruxelles prevede dunque che, a prescindere dal riconoscimento di status di economia di mercato (MES) o meno ad un Paese membro OMC, l'indagine possa essere avviata nel caso in cui tali condizioni di "distorsione significativa" siano rilevate.

Il compito di presentare le denunce sarà, così come avviene ora, a carico dell'industria europea. Tuttavia l' "onere della prova" non sarà più in capo al Paese accusato di dumping, bensì alla Commissione europea, che dovrà realizzare report specifici per Paese o settore da utilizzare nelle pertinenti indagini.

Alla luce dello "scenario internazionale profondamente mutato", che alla scadenza prevista per dicembre 2016 ha visto aggiungersi la "frammentazione partitica nei Paesi UE", la Brexit e la vittoria di Donald Trump alla Casa Bianca, il parlamentare FI ha esortato i colleghi europei a far convergere le proprie posizioni, "al di là della strumentalizzazione politica", al fine di elaborare una proposta che dia risposte concrete e sia in grado di garantire un livello di difesa efficace dai prodotti oggetto di dumping provenienti dai Paesi extra UE.

Tra le altre, le principali preoccupazioni espresse dai deputati della Commissione INTA sulla riforma lanciata da Bruxelles riguardano la questione del passaggio dell'onere di prova dal Paese terzo a Bruxelles, che - a detta degli europarlamentari - complicherà ulteriormente il lavoro per difendere l'Unione dai casi di concorrenza sleale.

Preoccupa i deputati della Commissione INTA anche l'ipotesi che l'Esecutivo UE, nell'elaborare la propria proposta, non abbia considerato tutte le complicazioni del contesto attuale, inclusi il rifiuto di USA e Giappone a concedere il MES alla Cina in ambito OMC e il ricorso di Pechino all'attuale regolamento europeo sul commercio.

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Tra le paure dell'Europarlamento anche la possibilità che si approvino troppo in fretta provvedimenti che riguardano una questione molto complessa. "Non si possono avere tempi celeri" per l'approvazione della proposta, ha concluso Cicu, perchè bisogna tenere conto di tutti i "rischi per l'industria UE" e per un'economia che è basata quasi totalmente sulle piccole e medie imprese.

Federacciai alla Camera: proposta di riforma molto debole

Parallelamente alla discussione degli europarlamentari INTA, a Roma, in un'audizione alla Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati, sulla riforma della metodologia per il calcolo del dumping si è espresso anche Flavio Bregant, direttore generale di Federacciai, la Federazione Imprese Siderurgiche Italiane.

La proposta di Bruxelles, presentata a novembre "sulla scorta della richiesta della Cina" che prevede il riconoscimento automatico del MES, ha commentato Bregant, è "molto debole", poichè toglierebbe "certezza legislativa al calcolo del dumping", ribaltando l'onere della prova dal Paese terzo alla Commissione europea, "riconoscendo di fatto a Pechino il diritto ad essere trattata come un'economia di mercato". Un ulteriore punto di debolezza della proposta risiede nel fatto che, nonostante la "buona volontà" dimostrata da Bruxelles nei confronti di Pechino, la Cina ha già presentato appello all'OMC contro l'UE.

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Photo credit: thenunnery via Foter.com / CC BY-SA

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