Cina – Via della Seta, opportunita' per porti italiani

 

Nuovo impulso alle relazioni Italia-Cina. Sul piatto investimenti nel settore dei trasporti, ma anche in ambito agroalimentare e audiovisivo.

Porto di Napoli - Photo credit: MegaZoi via Foter.com / CC BY

Infrastrutture - cooperazione Italia-Cina su investimenti e commercio

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Sul fronte infrastrutturale Italia e Cina collaborano sul progetto della nuova Via della Seta, che promette importanti opportunità per il sistema portuale italiano. Nel frattempo, Palazzo Chigi sigla un accordo con la piattaforma cinese di e-commerce Alibaba per promuovere le eccellenze agroalimentari made in Italy e a Venezia si inaugura il Sino-Italian Film Culture Development Fund, un fondo da 600 milioni di dollari per investire nel cinema europeo e, in particolare, in quello italiano.

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Trasporti e logistica - la nuova Via della Seta

L'iniziativa cinese “One Belt, One Road” (OBOR), in italiano "Sulla Via della Seta", è volta a migliorare i collegamenti e la cooperazione tra i Paesi dell'Eurasia - l'area, cioè, che comprende l'Europa e l'Asia - attraverso lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto e logistica. In particolare, è prevista la creazione di due vie commerciali con l'Europa e il Medio Oriente:

  • la prima direttrice, corrispondente all'espressione "One Belt" (nome esteso: la cintura economica della Via della Seta), è un percorso ferroviario che attraversa tutti i Paesi situati lungo la Via della Seta originale, attraverso l'Asia centrale, l'Asia occidentale, il Medio Oriente e l'Europa,
  • la seconda direttrice, che corrisponde all'espressione "One road" (nome esteso: la Via della Seta marittima del 21° secolo) è un'iniziativa marittima tesa a promuovere la collaborazione nel Sud-Est asiatico, in Oceania e nel Nord Africa, attraverso tre mari adiacenti: il Mar Cinese Meridionale, l'Oceano Pacifico Meridionale e l'Oceano Indiano.

Durante un'intervista all'emittente televisiva statale cinese Cctv, nelle scorse ore il premier italiano Matteo Renzi ha parlato proprio di questa iniziativa, definendola una “opportunità davvero grossa” per l'Italia, in un momento in cui la priorità, nel comparto delle infrastrutture, è “decidere investimenti comuni”. I porti italiani, ha detto il primo ministro, in questi giorni in Cina per il G20, possono essere “un terminale per la moderna Via della Seta” e per la strada tra il Sol Levante e l'Europa.

Per vedere i primi risultati di questa nuova strategia, Renzi ha fissato il termine di scadenza comune per Pechino e Roma al 2020, quando si chiuderà il tredicesimo piano quinquennale della Cina e in cui ricorreranno i cinquanta anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Cina.

Nella stessa occasione Renzi ha parlato della riforma della normativa portuale, approvata in Consiglio dei ministri a fine luglio e pubblicata in Gazzetta ufficiale il 31 agosto scorso. Il decreto legislativo del 4 agosto 2016 su riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le Autorità portuali, che modifica la precedente legge in materia n. 84 del 1994, entra ufficialmente in vigore il 15 settembre 2016.

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Agroalimentare - Alibaba per la difesa del made in Italy

Nelle scorse ore il Governo Italiano ha firmato due accordi con Alibaba, il colosso cinese del commercio elettronico, al fine di promuovere le eccellenze agroalimentari italiane e combattere la contraffazione dei prodotti originali della tradizione nostrana.

La duplice intesa, si legge sulla nota di Palazzo Chigi, "consentirà ai produttori italiani di poter soddisfare la crescente domanda di Made in Italy sulla piattaforma cinese che conta oltre 430 milioni di consumatori". 

"Gli accordi con Alibaba - ha spiegato ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina - rappresentano un punto concreto della nostra strategia di sostegno al Made in Italy agroalimentare nel mondo, che sfrutta anche formule innovative per tutelare e promuovere i prodotti di qualità".

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Audiovisivo - fondo per investimenti nel cinema italiano

Nella cornice della Mostra internazionale del Cinema di Venezia il presidente della Shanghai Film Art Academy, Jiang Bo, e il general manager del China Everbright Limited (fondo di investimento cinese),  Ai Yu, hanno firmato un accordo per la costituzione del Sino-Italian Film Culture Development Fund, un fondo di investimento da 600 milioni di dollari per investimenti nel comparto audiovisivo europeo e, in particolare, nel cinema italiano.

Lo strumento, di durata quinquennale, prevede l'erogazione di tre tranche, ognuna da 200 milioni di dollari.

Ha commentato la creazione del fondo il delegato generale delle Giornate degli Autori, Giorgio Gosetti, il quale ha spiegato che lo strumento fornirà un "sostegno prevalentemente orientato alla promozione di giovani talenti e a opere di cinema con capacità internazionale".

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Photo credit: MegaZoi via Foter.com / CC BY

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