Sharing economy – Antitrust, ddl in linea con orientamenti Ue

 

La proposta di legge sulla sharing economy piace all'Antitrust: “opportuno disciplinare l’attività delle piattaforme”.

Sharing economy - Photo credit: Emilio Quintana via Foter.com / CC BY-NC-SA

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Intervenendo in audizione presso le commissioni Trasporti e Attività produttive della Camera, il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Giovanni Pitruzzella, si esprime a favore della proposta di legge sulla sharing economy. Ddl prevede misure per la gestione e l’utilizzo delle piattaforme digitali per la condivisione di beni e di servizi, fornendo strumenti diretti a garantire la trasparenza, l’equità fiscale, la concorrenza leale e la tutela dei consumatori.

Sharing economy – cosa prevede la proposta di legge

“E' opportuno disciplinare l’attività delle piattaforme che consentono di gestire rapporti sia profit sia non profit, per scambi di casa, affitti privati, taxi privati, car sharing, banche del tempo e quant’altro”, dichiara Pitruzzella. Il presidente dell'Antitrust sottolinea quindi l’importanza di “prevenire o evitare conflitti tra piattaforme come Uber e Airbnb, da una parte, e i tassisti e gli albergatori dall’altra”, insistendo sull'opportunità di una regolamentazione “leggera, che protegga il processo di innovazione e mantenga il mercato aperto per i potenziali innovatori, scongiurando il rischio di regolazioni coercitive, inadeguate e quindi potenzialmente controproducenti”.

La regolamentazione è “in linea con l’impostazione della Commissione europea”, che nella comunicazione “Un'agenda europea per l'economia collaborativa” ha fornito gli orientamenti finalizzati al sostegno di consumatori, imprese e autorità pubbliche affinché operino al meglio nell'ambito della sharing economy. Bruxelles, infatti, sottolinea Pitruzzella, “prevede di intervenire solo negli ambiti che richiedono una protezione di interessi pubblici”.

La proposta di legge italiana attribuisce proprio all'Antitrust il compito di vigilare sulle attività delle piattaforme di sharing economy. In particolare, l’Autorità dovrà approvare o meno i documenti di politica aziendale, e presso l’AGCM verrà istituito il Registro elettronico nazionale delle piattaforme digitali dell’economia della condivisione, la cui consultazione sarà pubblica e gratuita.

Il presidente dell'Autorità suggerisce di alleggerire l'obbligo per gli operatori del settore di presentare un documento di politica aziendale, preferendo un “codice di autoregolamentazione”, la cui adozione “sia magari facoltativa”.

Per tutelare gli utenti fruitori o i terzi, inoltre, in base alla proposta di legge l’Antitrust potrà prevedere l’obbligo per i gestori di fornire o di richiedere agli utenti operatori la stipula di polizze assicurative per la copertura dei rischi tipici derivanti dalle attività di economia della condivisione.

Nuovi compiti che, secondo Pitruzzella, richiederanno “un aumento delle risorse, mediante il reclutamento di nuovo personale dotato di specifiche competenze tecniche, il cui costo in ogni caso non graverebbe sulla finanza pubblica in forza del previsto meccanismo di autofinanziamento”.

Photo credit: Emilio Quintana via Foter.com / CC BY-NC-SA

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