TTIP - organizzazioni Ue, Bruxelles rispetti raccomandazioni PE

 

Al centro delle preoccupazioni delle organizzazioni europee la normativa sui prodotti chimici, il rispetto della legislazione Ue e il sistema giudiziario per gli investimenti.

Stop TTIP - Photo credit: Mehr Demokratie e.V. via Remodel Blog / CC BY-SA

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In vista del prossimo round di negoziati sul TTIP, il quattordicesimo, che si svolgerà dall'11 al 15 luglio 2016 a Bruxelles, un gruppo di 65 organizzazioni Ue in rappresentanza di consumatori, agricoltori, assicurazioni sanitarie non-profit, gruppi ambientali, etc, ha inviato una lettera aperta al presidente del Parlamento europeo Martin Schulz per esprimere “serie preoccupazioni” sul modo in cui la Commissione europea sta portando avanti le trattative sul Partenariato transatlantico.

Le organizzazioni ritengono, infatti, che Bruxelles stia ignorando quanto previsto dalla specifica Risoluzione approvata dal Parlamento europeo a luglio 2015, in particolare per quanto riguarda le raccomandazioni relative alla tutela di salute pubblica, ambiente e democrazia.

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Norme Ue su prodotti chimici e pesticidi

Il primo punto riguarda i negoziati sulle norme in materia di prodotti chimici e pesticidi. Nella risoluzione di luglio 2015 il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a non negoziare su questioni "in cui l'Ue e gli USA hanno regole molto diverse" e non permettere alla cooperazione normativa di influenzare gli standard europei futuri in tali ambiti.

Tuttavia, dicono le organizzazioni, la Commissione ha continuato a negoziare su questioni legate alla legislazione di prodotti chimici, pesticidi e cosmetici. Il che, si legge, è particolarmente preoccupante in quanto l'Esecutivo Ue sta già abbassando le attuali norme comunitarie di protezione (ad esempio, sui limiti di residui di pesticidi negli alimenti) al fine di rimuovere le barriere commerciali.

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Il rispetto per il sistema normativo Ue

Il Parlamento europeo, a luglio 2015, ha invitato, inoltre, la Commissione europea a “rispettare pienamente i sistemi normativi di entrambi i lati dell'Atlantico". Tuttavia, si legge, Bruxelles intende garantire al governo di Washington l'accesso anticipato alle bozze di misure e norme Ue e la possibilità di formulare proposte sulla compatibilità normativa attraverso, ad esempio, l'armonizzazione della legislazione o il riconoscimento reciproco.

Inoltre, continuano le organizzazioni, la Commissione europea propone di codificare nel TTIP "strumenti normativi che già hanno portato a ritardi nell'introduzione di norme a tutela della salute umana". Nel testo attuale del TTIP manca, poi, la garanzia che gli Stati membri possano legiferare sulle proprie politiche sociali e ambientali.

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Il sistema giudiziario per la protezione degli investimenti

Una terza questione ruota intorno al piano della Commissione europea di istituire un sistema giudiziario di protezione degli investimenti (Investment Court System, ICS) che permetta alle imprese di fare causa ai governi per la perdita di profitto percepito, in sostituzione del sistema attuale per la risoluzione delle controversie tra Stato e investitore (Investor State Dispute Settlement, ISDS). Una proposta che, dicono le organizzazioni, è “di gran lunga inferiore alle richieste del Parlamento europeo”. In particolare, si legge, “l'ICS non rispetta la giurisdizione dei tribunali degli Stati membri Ue”, non garantisce la presenza di “giudici indipendenti” a presiedere i potenziali casi, ne può impedire che gli interessi privati minino gli obiettivi di politica pubblica.

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Juncker, Tusk e Shulz a Varsavia su TTIP e Brexit

I negoziati sul TTIP sono, insieme alla Brexit, sul tavolo dell'incontro a tre previsto per oggi, a Varsavia, tra il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e i presidenti di Commissione e Consiglio europeo, Jean-Claude Juncker e Donald Tusk.

In base a quanto riferito da alti funzionari europei, i leader Ue annunceranno al numero uno della Casa Bianca l'intenzione dell'Ue di “intensificare" le trattative sul Partenariato transatlantico ma “chiederanno agli Usa di fare passi che permettano di superare le preoccupazioni europee", soprattutto sulla spinosa questione dell'accesso ai rispettivi mercati degli appalti pubblici. In caso di disaccordo sugli aspetti più delicati, hanno aggiunto i funzionari, “sarà molto difficile chiudere il negoziato".

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Photo credit: Mehr Demokratie e.V. via Remodel Blog / CC BY-SA

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