Brexit - Eurofer, se vince Leave duro colpo per acciaio Ue

 

L'Uscita del Regno Unito dall'Ue danneggerebbe ulteriormente il settore siderurgico europeo già profondamente in crisi.

UK - EU - Photo credit: Rareclass via Source / CC BY-NC-ND

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Si avvicina il giorno dell'atteso referendum sulla Brexit - termine costituito dalle parole Britain+Exit con cui si intende l'uscita del Regno Unito dall'Ue - e l'industria europea dell'acciaio teme gravi conseguenze in caso di vittoria del 'leave', che decretebbe il definitivo allontamento di Londra da Bruxelles. 

I rischi della Brexit sull'industria siderurgica Ue

A 48 ore dal 23 giugno, giorno in cui i cittadini britannici saranno chiamati a decidere sulla permanenza o meno del Regno Unito nell'Unione europea, l'associazione del settore siderurgico Ue Eurofer mette in guardia sull'impatto di un'eventuale Brexit.

L'uscita di Londra dall'Ue, spiega una nota di Eurofer, rappresenterebbe un altro duro colpo all'industria dell'acciaio del Regno Unito, alla sua catena di valore e all'economia in generale, e avrebbe anche “effetti di vasta portata sul settore europeo dell'acciaio".

L'industria siderurgica britannica, ha commentato il direttore di Eurofer Axel Eggert, è “una componente vitale dell'intero settore dell'acciaio”, e una Brexit comprometterebbe “la sua stretta integrazione nella catena del valore europea". La miglior speranza per l'acciaio britannico ed europeo, ha concluso Eggert, è dunque che il Regno Unito voti di restare in Ue.

Il monito di Eurofer arriva a poche ore di distanza dalla pubblicazione da parte di SACE di un report sulle possibili conseguenze sull'export italiano in caso di vittoria del 'leave' al referendum. Se ipotizzando la permanenza dell'UK in Ue SACE ha previsto una crescita media annua dell’export italiano verso il Regno Unito del 5,5% nel periodo 2017-2019, in caso uscita di Londra dall'Ue la crescita dell'export perderebbe 1-2 punti percentuali nel 2016 e ben 3-7 punti nel 2017.

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La crisi del settore acciaio in Ue

Le misure da adottare per sostenere il comparto siderurgico europeo di fronte alle sfide di medio e lungo termine sono oggetto di una comunicazione del 16 marzo 2016 della Commissione europea. Tra gli interventi proposti:

  • il rafforzamento degli strumenti di difesa commerciale contro le pratiche sleali,
  • l'analisi delle cause profonde del problema della sovraccapacità globale,
  • investimenti in tecnologia e soluzioni innovative per promuovere la competitività delle industrie energivore,
  • l'impiego di forza lavoro qualificata e adeguatamente formata, attraverso l'Agenda per nuove competenze,
  • politiche mirate in settori quali la concorrenza, l'energia e lo scambio di quote di emissioni.

Sempre per proteggere l'industria europea dell'acciaio dall'ingresso nell'Unione di prodotti provenienti da Paesi come la Cina venduti a prezzi molto inferiori a quelli di mercato, è stato approvato e pubblicato a inizio maggio in Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il Regolamento di esecuzione Ue 2016/670 della Commissione del 28 aprile 2016, che prevede l'introduzione di una “vigilanza unionale preventiva sulle importazioni di determinati prodotti siderurgici originari di alcuni Paesi terzi”.  

Il problema del dumping sui prodotti siderurgici è stato nuovamente portato al centro del dibattito dalla commissaria Ue all'Industria Elzbieta Bienkowska, che, intervenendo in una sessione dedicata alla crisi della siderurgia alla plenaria di giugno del Comitato delle Regioni, si è detta "molto contraria" alla prospettiva di una concessione dello status di economia di mercato alla Cina, poichè Pechino "sta inondando il mercato europeo di acciaio a basso prezzo". 

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Photo credit: Rareclass via Source / CC BY-NC-ND

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