Argentina - prospettive di investimento in agroindustria, energia e infrastrutture

 

Alla luce delle recenti riforme del governo di Buenos Aires per attrarre gli investimenti esteri, le imprese italiane scoprono nuove opportunità di business in Argentina.

Argentina - Photo credit: Eduardo Amorim via Foter.com / CC BY-NC-SA

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CDP, SACE e SIMEST per export e investimenti in Argentina

In concomitanza con la missione imprenditoriale a Buenos Aires di queste ore, guidata dal sottosegretario allo Sviluppo Economico Ivan Scalfarotto per sostenere l’export e l’internazionalizzazione delle aziende italiane, Cassa Depositi e Prestiti fa il punto sulle opportunità offerte dal Gruppo per le imprese interessate al mercato argentino

In collaborazione con il Banco de La Nación, la principale istituzione finanziaria argentina, SACE, spiega Cdp, metterà a disposizione degli esportatori italiani una linea di credito da 700 milioni di euro.

SIMEST, invece, sostiene le imprese italiane che vogliono svilupparsi nel Paese attraverso processi di internazionalizzazione e ha già erogato circa 30 milioni di euro di finanziamenti agevolati alle PMI italiane che operano in Argentina.

Con più di un miliardo di euro di esportazioni nel 2015, l'Italia, ricorda Cdp, è il terzo partner commerciale europeo dell’Argentina. Un dato, questo, che secondo le stime di SACE, è destinato a crescere con una media annua del 2,3%. Le opportunità più interessanti, spiega il Gruppo, si avranno nei settori di:

  • agroalimentare,
  • automotive,
  • energia,
  • estrazione,
  • infrastrutture.

Missione imprenditoriale a Buenos Aires

La missione imprenditoriale promossa dai Ministeri degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale e dello Sviluppo Economico ed organizzata da Confindustria, ICE-Agenzia e ABI, si è aperta ieri con la partecipazione di 75 soggetti tra aziende e associazioni industriali, 5 gruppi bancari e 12 università. 

Obiettivo della visita è quello di approfondire le opportunità di investimento e collaborazione offerte alle imprese e alle industrie italiane dall’Argentina, in seguito alle recenti riforme e linee guida di politica economica adottate dal Governo del nuovo presidente della Repubblica Mauricio Macri. Tali iniziative sono volte soprattutto a favorire:

  • l'accesso ai mercati finanziari internazionali,
  • la normalizzazione dell'economia, 
  • il miglioramento del clima di business,
  • l'eliminazione delle misure protezionistiche che hanno fino ad oggi reso difficile alle imprese straniere operare in Argentina.

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Focus principali dell'iniziativa sono i settori dell'agroindustria, dell'automotive, dell'energia e delle green technologies e delle infrastrutture. 

Agroindustria: il settore dell'agricoltura e dell'allevamento ha un'incidenza sul PIL nazionale pari a oltre il 10% e rappresenta, dunque, uno dei comparti più importanti dell’economia argentina. La recente riduzione delle tasse sull’export di alcuni prodotti agricoli, varata dal governo di Macri, promette di favorire, già nel breve termine, nuovi investimenti e una maggiore competitività settoriale. Nell’ultimo anno, spiega la Farnesina, oltre l’88% dei beni importati dall’Italia è rappresentato da prodotti agricoli e alimentari; un dato che rende tale categoria di merci "la base delle relazioni commerciali" tra Roma e Buenos Aires.

Automotive: quello dell'automotive è uno dei settori principali del sistema manifatturiero argentino. Con un'un’incidenza sul PIL nazionale del 9%, questa filiera rappresenta più dell’8% dell’export totale e genera occupazione per oltre 65mila persone. In Argentina, ricorda ancora il Ministero degli Esteri, operano con propri stabilimenti le più importanti case automobilistiche internazionali: Ford, GM, Merceds-Benz, FCA, PSA, Renault, Toyota e Volkswagen; inoltre, nel 2015 il Paese sudamericano si è classificata al 24o posto tra i produttori di autoveicoli e al terzo in America Latina, dopo Messico e Brasile.

Energia e green technologies: grazie ad una produzione annua di circa 120 milioni di KWh e una capacità installata di 35mila MW, l’Argentina si colloca al secondo posto nella classifica dei Paesi produttori e consumatori di energia elettrica del Sudamerica. Numeri, spiega una nota della Farnesina, che non sono ancora in grado di "soddisfare tutte le necessità dell’industria e dei consumatori locali, in crescita negli ultimi anni ad un ritmo medio del 6%". Nell'ottica di rivitalizzare il settore, le politiche avviate dalla nuova amministrazione puntano soprattutto a "migliorare il business climate" del comparto, anche tramite un aumento delle tariffe, al fine di "favorire maggiori investimenti da parte degli operatori privati, sia per le fonti energetiche tradizionali che per le rinnovabili".

Infrastrutture: una delle priorità del nuovo governo di Macri, spiega la Farnesina, è lo "sviluppo di un sistema infrastrutturale più moderno ed inclusivo". A riprova di ciò, a poche ore dall'insediamento l'amministrazione ha varato il cosiddetto “Piano Belgrano”, che consiste in un imponente programma di investimenti del valore di circa 16 miliardi di dollari per rendere il Nord del Paese economicamente più competitivo e socialmente più sviluppato, anche attraverso progetti per lo sviluppo delle reti infrastrutturali di collegamento con il Sud.

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Interscambio Italia-Argentina

Secondo i dati dell'ICE, le esportazioni verso l'Italia dall'Argentina tra gennaio e giugno 2015 hanno toccato quota 504,87 milioni di dollari, a fronte di un dato dell'import dall'Italia per lo stesso periodo pari a 689,59 milioni di dollari.

Seguendo una suddivisione in grandi settori merceologici, l'export verso l'Italia ha riguardato soprattutto: 

  • prodotti primari (alimentari e non) (110,6 milioni di dollari),
  • manufatti di origine agrozootecnica (372,7 milioni di dollari),
  • prodotti di origine industriale (21,8 milioni di dollari).

In base ad una suddivisione per uso economico, le importazioni dall'Italia hanno riguardato invece: 

  1. beni strumentali  (235,2 milioni di dollari)
  2. beni intermedi (211,3 milioni di dollari)
  3. combustibili e lubrificanti (3,2 milioni di dollari)
  4. parti ed accessori per beni strumentali (164,8  milioni di dollari)
  5. beni di consumo (73,1 milioni di dollari)
  6. autoveicoli per passeggeri (1,6 milioni di dollari).

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L'Argentina è il piú grande mercato di lingua spagnola del Sud America, oltre che uno dei principali attori del Mercosur, ovvero il Mercato comune del Sud. Nato con l'obiettivo principale di promuovere lo sviluppo commerciale, economico e sociale dei Paesi membri (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay e Venezuela, in qualità di Stati fondatori, e Bolivia, Cile, Perù, Colombia e Ecuador,  in qualità di Stati associati) attraverso la creazione di un mercato unico su modello intergovernativo, il Mercosur sta attualmente negoziando con l'Unione europea un ambizioso accordo commerciale globale, che copra non solo lo scambio di beni industriali e agricoli, ma anche quello di servizi e appalti pubblici, l'ammodernamento normativo su procurementproprietà intellettuale e dogane, la facilitazione degli scambi e il superamento degli ostacoli tecnici al commercio.

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Photo credit: Eduardo Amorim via Foter.com / CC BY-NC-SA

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