Commercio - ministri Ue discutono di crisi acciaio, TTIP e CETA

 

Acciaio, TTIP e CETA sono stati i principali temi al centro del Consiglio Ue di venerdì. Nelle stesse ore Bruxelles apriva una nuova indagine sulle importazioni dalla Cina.

Commercio - Pixabay

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Acciaio: sovraccapacità e difesa commerciale

Il Consiglio ha discusso i principali aspetti legati al commercio di una comunicazione del 16 marzo 2016 della Commissione europea, in cui vengono illustrate le misure da adottare per sostenere il settore siderurgico Ue di fronte alle sfide di medio e lungo termine. Bruxelles, in quell'occasione, ha proposto un pacchetto di interventi, quali:

  • il rafforzamento degli strumenti di difesa commerciale contro le pratiche sleali,
  • l'analisi delle cause profonde del problema della sovraccapacità globale,
  • investimenti in tecnologia e soluzioni innovative per promuovere la competitività delle industrie energivore,
  • l'impiego di forza lavoro qualificata e adeguatamente formata, attraverso l'Agenda per nuove competenze,
  • politiche mirate in settori quali la concorrenza, l'energia e lo scambio di quote di emissioni.

D'accordo con l'Esecutivo comunitario, i ministri dell'Unione hanno sottolineato la necessità di modernizzare gli strumenti di difesa commerciale dell'Ue, riconoscendo, al contempo, l'esigenza di un ulteriore lavoro di aggiornamento rispetto alla proposta della Commissione europea del 2013.

Nelle stesse ore in cui i ministri dell'Ue affrontavano la questione della crisi siderurgica in Ue, la Commissione ha avviato un'indagine anti-sussidi sull'importazione dalla Cina di piatti di acciaio laminati a caldo, su cui era già stata aperta da Bruxelles un'indagine anti-dumping lo scorso febbraio. 

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TTIP: negoziati commerciali Ue-Stati Uniti

Il Consiglio ha esaminato gli sviluppi nelle trattative Ue-USA sul TTIP, il partenariato transatlantico su commercio e investimenti. I ministri hanno riconosciuto i progressi compiuti dai negoziatori negli ultimi mesi, sottolineando al contempo che "vi è ancora molto lavoro da fare prima che i negoziati politici possano iniziare sul serio". 

I ministri hanno, inoltre, ribadito la necessità che "l'accordo sia concluso nel corso del mandato dell'attuale amministrazione USA", a condizione, però, che i contenuti siano giusti. 

L'ultimo turno di trattative sul TTIP si è svolto a New York, nella settimana del 25 aprile 2016, e ha visto discussioni su tutte le parti principali dell'accordo. Un altro round negoziale si terrà prima della prossima pausa estiva, molto probabilmente a luglio 2016. I testi consolidati, si legge nelle conclusioni del Consiglio Ue, sono in preparazione per tutti i capitoli dell'accordo "in modo da lasciare un numero limitato di questioni da risolvere nel finale di partita a livello politico".

I negoziatori stanno preparando un accordo suddiviso in tre parti:

  • accesso al mercato, che comprende i dossier su scambi di merci e dazi doganali, servizi, appalti pubblici e norme di origine;
  • cooperazione normativa, cioè un capitolo "orizzontale" che riguarderà, per l'appunto, la cooperazione dal punto di vista normativo, oltre che gli ostacoli tecnici al commercio, la sicurezza alimentare e la salute animale e vegetale. Un capitolo su settori specifici includerà i prodotti chimici, i cosmetici, i prodotti di ingegneria, le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, i dispositivi medici, i pesticidi, i prodotti farmaceutici, i prodotti tessili e i veicoli;
  • norme, cioè la parte che copre lo sviluppo sostenibile, l'energia e le materie prime, le dogane e la facilitazione degli scambi, le PMI, la protezione degli investimenti, la risoluzione delle controversie tra investitore e Stato, la risoluzione delle controversie Stato-Stato, la politica di concorrenza, la proprietà intellettuale e le indicazioni geografiche.

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CETA - accordo commerciale Ue-Canada

Il Consiglio ha poi discusso l'Accordo economico e commerciale globale (Comprehensive Economic and Trade Agreement, CETA) tra Canada e Unione europea.

I ministri hanno valutato i progressi fatti e confermato il proprio sostegno all'accordo di libero scambio, ricordando, però, che il CETA è una questione di competenza mista Ue-Stati membri e, dunque, "come tale dovrebbe essere firmato e concluso".

La Commissione, si legge nelle conclusioni dei ministri, ha confermato la sua intenzione di presentare al Consiglio una proposta per la firma del CETA a giugno 2016. L'obiettivo è, infatti, quello di firmare l'accordo nel vertice Ue-Canada previsto per ottobre 2016. 

L'accordo, ricorda il Consiglio, rimuoverà più del 99% delle tariffe attualmente in vigore nel commercio Ue-Canada. Il CETA comprende disposizioni in materia di:

  • accesso al mercato per le merci, i servizi, gli investimenti e gli appalti pubblici,
  • diritti di proprietà intellettuale,
  • misure sanitarie e fitosanitarie,
  • sviluppo sostenibile,
  • cooperazione normativa,
  • facilitazione degli scambi ed eliminazione delle barriere tecniche al commercio,
  • cooperazione sulle materie prime,
  • risoluzione delle controversie.

Altri temi sul tavolo del Consiglio Ue

Al centro del Consiglio Ue anche:

  • i negoziati tra Ue e Mercosur, il Mercato comune del Sud, costituito da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay e Venezuela, in qualità di Paesi fondatori, e da Bolivia, Cile, Perù, Colombia e Ecuador, in qualità di Stati associati. Bruxelles, lo ricordiamo, sta negoziando un accordo commerciale con quella che è considerata la più rilevante organizzazione intergovernativa del Sudamerica;
  • il follow-up della 10a Conferenza ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio, che si è svolta a dicembre 2015 a Nairobi. Nel corso dei quattro giorni di riunioni e incontri negoziali, sono stati trattati alcuni dei temi prioritari dell'Agenda di Doha per lo Sviluppo, il ciclo di negoziati commerciali lanciato in Qatar, nel novembre 2001, al fine di liberalizzare il commercio e facilitare l'integrazione dei paesi emergenti, in particolare quelli meno sviluppati, nel sistema commerciale multilaterale;
  • i cosiddetti “minerali dei conflitti”, ossia quei minerali estratti sotto il controllo di bande armate che sfruttano le popolazioni locali, le pongono in condizioni di schiavitù e commettono gravi violazioni dei diritti umani. I Paesi maggiormente coinvolti in tale commercio criminale sono la Repubblica Democratica del Congo e i Paesi limitrofi nella regione dei Grandi Laghi, la Colombia e il Myanmar;
  • la catena globale di valore, ovvero quel processo organizzativo del lavoro in cui le singole fasi della filiera di produzione vengono svolte da fornitori e reti di imprese localizzate in diversi Paesi, sulla base della convenienza economica e del grado di competenza e specializzazione delle diverse aziende coinvolte.

Agricoltura - Malmstrom, Ue all'esame impatto accordi commerciali

A margine del Consiglio Ue, la commissaria europea al Commercio Cecilia Malmstrom ha assicurato che DG Commercio e DG Agricoltura stanno effettuando "un'analisi d'impatto dell'insieme dei negoziati in corso" sul settore agroalimentare Ue, che "dovrebbe arrivare il prossimo autunno".

Riguardo all'allarme sollevato dall'associazione Copa-Cogeca, che nei giorni scorsi aveva parlato di un impatto 'catastrofico' per gli agricoltori europei di un eventuale accordo di libero scambio con il Mercosur, la commissaria Malmstrom ha spiegato di aver avuto "una lunga discussione con ministri ed eurodeputati" e di aver "ascoltato tutti punti di vista". La stragrande maggioranza delle parti coinvolte, ha aggiunto la Malmstrom, "sostiene i negoziati".

Proprio nei confronti di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, ha aggiunto la commissaria, l'Ue ha "un interesse offensivo sui prodotti agricoli" e in ogni caso, ha concluso, "finché la Commissione europea riceve il mandato per i negoziati, non cambiamo rotta".

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