Finanziamenti startup - Last Minute Sotto Casa contro spreco alimentare

 

Intervista a Gaia Matteucci, CRM manager di Last Minute Sotto Casa, la startup contro lo spreco alimentare

Last Minute Sotto Casa 

Evitare lo spreco alimentare, risparmiare e permettere ai negozianti di accrescere la propria clientela. Questi gli obiettivi di Last Minute Sotto Casa, startup torinese che si è aggiudicata l’edizione 2015 di Edison Pulse, il premio per i progetti più innovativi e sostenibili nei settori dell'energia e dello sviluppo del territorio. Gaia Matteucci, customer care lato clienti di LMSC spiega com'è nata e quali sono le prospettive future della startup.

Quando e com'è nata l'idea di Last Minute Sotto Casa?

Last Minute sotto casa nasce a Torino, nel quartiere di Santa Rita, nell'aprile del 2014 dall'idea di Francesco Ardito, che porta avanti il progetto insieme a Massimo Ivoli.

L'idea nasce da un dialogo quotidiano con i negozianti, in particolare i panettieri della zona: chiedendo loro che fine facesse il cibo sul bancone a fine giornata, la risposta era ogni volta 'lo buttiamo'. Da lì l'idea: se il negoziante potesse avvisare le persone del quartiere poco prima della chiusura che avanza ancora cibo di qualità e possono averlo a prezzi scontati si potrebbe far davvero del bene.

L'idea è stata incubata all'I3P, incubatore delle imprese innovative del Politecnico di Torino, è nato e cresciuto il sito e pian piano LMSC si è diffuso dal quartiere all'intera città di Torino.

Last Minute Sotto Casa è un progetto win-win-win, in cui tutti gli attori che partecipano al processo vincono: vince il negoziante perché recupera le spese, vince il cliente, soddisfatto poiché risparmiando acquista un prodotto di qualità, e vince il pianeta perchè si contribuisce ad aggirare gli sprechi. E se vogliamo vince anche l'economia in generale, perchè ciò che risparmio con un acquisto scontato posso spenderlo altrove.

Fra i grandi vantaggi del progetto, il fatto che proponga un uso intelligente, non alienante, della tecnologia. Se finora i mezzi tecnologici vengono impiegati per acquistare prodotti e servizi che arrivano direttamente a casa, in questo caso servono per fare il contrario, per mettersi in contatto con il negoziante sotto casa. Quindi una volta che arriva l'offerta, se si è interessati si scende in negozio per acquistare. Ciò permette di dare importanza al piccolo negozio di quartiere e di favorire la socializzazione.

Inoltre, un grande valore aggiunto per il negoziante è che, grazie a Last Minute Sotto Casa, vede entrare in negozio nuovi clienti: su Torino, dove siamo presenti ormai a regime, quando un negoziante manda un'offerta, in alcune zone quell'offerta arriva in tempo reale a quasi 2mila persone, tutti potenziali nuovi clienti. Inoltre, stiamo mettendo a punto una versione premium per i negozianti, con servizi aggiuntivi.

In fase iniziale avete usufruito di strumenti agevolativi? E avete riscontrato difficoltà nel reperimento di finanziamenti?

Torino Social Innovation ci ha finanziato con 80mila euro, qualche mese fa. La nostra startup è stata definita un'azienda di profit etico, che nasce in un momento in cui l'attenzione al cibo è molto forte. Si tratta di un progetto che fa del bene, che piace. E piace anche ai finanziatori: in tanti ci hanno contattato, anche di un certo livello. Quindi difficoltà sulla carta non ce ne sono state, la difficoltà consiste nel passaggio da startup a azienda. È una scommessa, ma siamo sulla buona strada

Su cosa puntate per il 2016? Più in generale, quali sono le prospettive di sviluppo future?

Al momento contiamo 33mila utenti e oltre 700 negozi registrati. L'obiettivo per il 2016 è aumentare vertiginosamente questi numeri, stringere accordi con finanziatori importanti, che ci permettano di mettere in piedi una campagna pubblicitaria seria.

Finora, abbiamo presentato il progetto in altre città italiane: Genova, Monza, Palermo, Catania. L'idea è arrivare nelle grandi città, come Milano, Bologna e Roma e diffonderci capillarmente, sia a livello nazionale che europeo e internazionale.

Concretamente, il processo di diffusione del progetto finora è stato accompagnato sia dall'alto che dal basso. Da un lato, dunque, si tratta di intercettare l'amministrazione comunale e presentare il progetto in conferenza stampa, così da dargli risonanza mediatica. Tale risonanza serve sì a far iscrivere un numero crescente di negozianti, ma non basta, serve una presenza dal basso, sul territorio, che faccia attività di porta a porta e accompagni l'iscrizione da parte dei negozianti. Finora ci stiamo diffondendo soprattutto grazie al passaparola, ma siamo alla ricerca di finanziatori che ci permettano di diventare un'azienda vera e propria.

Abbiamo da poco lanciato la app, e anche questo ci permetterà di mettere a punto ancor meglio il servizio: l'iscrizione al sito prevede infatti solo l'inserimento degli indirizzi, ad esempio di casa e lavoro; grazie alla geolocalizzazione è possibile a intercettare le offerte nell'area in cui ci si trova.

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