Sblocca Italia - CdM, ok preliminare a Piano strategico nazionale Porti e Logistica

 

Porto di AnconaApprovato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il Piano strategico nazionale della Portualità e della Logistica, volto a rafforzare la competitività del paese nel settore, in linea con quanto previsto dal decreto Sblocca Italia.

Nel corso della riunione del 3 luglio scorso, il Consiglio dei ministri ha dato l'ok, in via preliminare, al Piano strategico nazionale della Portualità e della Logistica (PSNPL), il documento redatto in attuazione del decreto-legge n. 133 del 12 settembre 2014 e convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 164 dell'11 novembre 2014 (Sblocca Italia), al fine di potenziare il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo e negli scambi internazionali.

Nell'ottica di un potenziamento del sistema portuale e logistico italiano, il Piano individua una strategia integrata, comprensiva di interventi da avviare nei porti per migliorare l'accessibilità da mare e da terra, incrementare i traffici delle merci e la navigazione dei passeggeri.

Le azioni previste sono volte:

  • alla semplificazione amministrativa,
  • all'efficienza dei controlli e delle procedure di sdoganamento,
  • alla promozione dell'intermodalità e dei collegamenti di ultimo miglio,
  • all'attrazione di nuovi investimenti per la modernizzazione delle infrastrutture portuali.

Al fine di perseguire tali obiettivi, la strategia prevede un maggior coordinamento nazionale e la razionalizzazione delle politiche marittime. Inoltre, il Piano stabilisce la necessità di un percorso istituzionale e normativo che consenta all'Italia di adeguarsi alla revisione della politica Ue delle Reti Trans-Europee di Trasporto (TEN-T), attraverso:

  • il sostegno di progetti infrastrutturali di interesse comune nel settore,
  • la valorizzazione del ruolo dell’Italia nella costruzione di una rete di trasporto euro-mediterranea,
  • l'impegno per il recupero dei traffici commerciali tra Europa e Oriente.

A questo punto, il Piano verrà sottoposto alle commissioni parlamentari competenti che esprimeranno il loro parere in merito. Dopodiché, il documento tornerà all’esame del Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva.

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