Internazionalizzazione - Assofoodtec, le opportunita' di Banca Mondiale e IFC

 

foto di BrokenSphereLe opportunità di sviluppo offerte dalla Banca Mondiale per le imprese della filiera tecnologica di processo alimentare. E' il tema centrale del seminario organizzato da Assofoodtec, Associazione italiana costruttori macchine, impianti, attrezzature per la produzione, la lavorazione e la conservazione alimentare, presso Confindustria Padova.

'Agricoltura, sostenibilità alimentare e tecnologie per la lavorazione e conservazione alimentare': questo il titolo dell'incontro organizzato da Assofoodtec - Associazione italiana costruttori macchine, impianti, attrezzature per la produzione, la lavorazione e la conservazione alimentare, federata Anima - per fare il punto sulle opportunità di sviluppo offerte ai rappresentanti del comparto.

I lavori si sono concentrati in particolare sulle occasioni provenienti dalla Banca Mondiale e dalla sua Società Finanziaria Internazionale (IFC). Oggi solo l’1% dei progetti realizzati nei paesi di interesse della Banca Mondiale vede la presenza di imprese italiane, a fronte di investimenti complessivi dell'istituto per 65 miliardi e mezzo di dollari nel 2014, nota Stephen P. D’Alessandro, Agricultural Specialist presso la Banca Mondiale.

Affinchè la percentuale di progetti realizzati da imprese italiane aumenti, per D'Alessandro, è necessario prendere familiarità con le opportunità offerte della Banca Mondiale, e conoscere le procedure di accreditamento presso l’ente, che adotta criteri scrupolosi di selezione e accettabilità.

“Un modo per ovviare al problema”, sostiene Giovanni Daniele, Principal Investment Officer, Client Coverage Executive di IFC, Società Finanziaria Internazionale della Banca Mondiale, “è che l’impresa si presenti in filiera di fatto per partecipare e fare i tender, bypassando la miopia di guardare solo al proprio mercato e al proprio business e ragionando in un’ottica di globalizzazione, come tale più premiante”.

Ruolo svolto da Assofoodtec, nota Nicola Marzaro, presidente dell'associazione, che intende “fungere da garante di credibilità e serietà, riconoscendosi un ruolo di broker nella fase finale di definizione delle short list”.

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