Internet: agli Italiani piace mobile

 
CellulareNon c’è crisi che possa fermare il desiderio di comunicare, soprattutto a distanza: il cellulare si conferma per l’ennesima volta il più amato dagli italiani, ma non solo. Al contrario, la crisi potrebbe rafforzare questo desiderio. Secondo un’indagine effettuata dalla DG Information Society e Media della Commissione Europea, guidata da Viviane Reding, gli italiani sono in testa per l’uso del telefonino rispetto agli altri 26 paesi membri.

C’è poco da stupirsi: pur non possedendo dispositivi bluetooth, qualcuno non può fare a meno di parlare al cellulare neppure quando parcheggia l’automobile, rischiando multe salate e i punti sulla patente. C’è anche chi, pur sapendo di essere intercettato, continua ad esprimersi via etere.
Il cellulare, per dirla con Marshall McLuhan (nonostante il massmediologo canadese, trenta anni fa, si riferisse al telefono di casa), è sempre più un’estensione del nostro corpo, ma soprattutto è un medium freddo, perché richiede uno scarso coinvolgimento e ci permette di svolgere contemporaneamente altre attività: cucinare, guidare (possibilmente con il bluetooth), lavorare.

Secondo l’indagine dell’esceutivo di Bruxelles, l’Europa è leader mondiale dei servizi di telefonia mobile, con un numero di abbonamenti pari al 119% della popolazione dell’UE nel 2008 (7 punti percentuali in più rispetto al 2007), ben al di sopra degli Stati Uniti (87%) e del Giappone (84%).
Nonostante la crisi economica, il settore delle telecomunicazioni (che rappresenta il 3% circa del PIL dell’UE) ha continuato a crescere nel 2008, registrando introiti per 300 miliardi di euro (1,3% in più rispetto al 2007) e superando in vitalità il resto dell’economia (la cui crescita è stata di appena l’1%).

I principali beneficiari della competitività del settore sono gli utenti, che ottengono ad un miglior prezzo un servizio di migliore qualità. Nel 2008 la bolletta di telefonia mobile è scesa in media da 21,48  a 19,49 euro ed attualmente il 75% degli utenti europei dispone di un collegamento Internet da 2 megabit o più al secondo (velocità che consente, ad esempio, di guardare la TV su Internet). Oggi si passa sempre più tempo a chiacchierare e a mandare sms, spendendo il 34,5% in meno rispetto a cinque anni fa.

L’uso del cellulare tra la popolazione è cresciuto del 119% nel 2008, con percentuali superiori al 140% in paesi come l’Italia, la Lituania e il Lussemburgo.

Nel nostro Paese sono diminuiti i prezzi dei servizi di telefonia mobile: nel 2008 il costo medio mensile per l’uso di un cellulare era di 18 euro (a fronte di una media europea di 19.49 euro).

Tuttavia, in Italia, l’utilizzo dell’Internet ad alta velocità da postazione fissa, giunto al 19%, si attesta al di sotto della media europea del 22,9%. Se navighiamo su Internet, in sintesi, preferiamo farlo dal cellulare, anche a causa di una discontinua diffusione della banda larga a livello territoriale.
Sempre nel nostro paese, nell’ottobre 2008 il tasso di penetrazione della telefonia mobile sulla popolazione raggiungeva il 152% e 88% degli utenti si è avvalso di una carta prepagata. Nel gennaio 2009 circa 25 milioni di persone hanno beneficiato di servizi di mobile tv, e-mail, instant messaging, raddoppiando il traffico rispetto allo stesso periodo del 2008.

Nel resto del Vecchio Continente il numero di collegamenti Internet fissi a banda larga nell’UE continua ad aumentare: 14 milioni in più nel 2008, oltre 114 milioni in totale. Danimarca e Paesi Bassi detengono il primato mondiale della banda larga, con un tasso di penetrazione superiore al 35% della popolazione. Questi paesi, al pari di Svezia, Finlandia, Regno Unito, Lussemburgo, Belgio, Germania e Francia, superano gli Stati Uniti, che nel luglio 2008 raggiungevano solo il 25%.

Infine nel 2008, 20,5 milioni di utenti hanno cambiato operatore telefonico conservando il proprio numero fisso o mobile, secondo il principio della portabilità. Circa 84 milioni di abbonati (17% della popolazione dell’UE) hanno cambiato operatore da quando ciò è diventato possibile, ossia nel 2003, fino a ottobre 2008. Purtroppo in questo caso non c’è una prassi comune ed uniformee: in Irlanda o a Malta si può cambiare operatore conservando il proprio numero di telefono in un solo giorno, mentre la stessa operazione impiega 38 giorni in Polonia, 15 in Italia e 14 in Slovacchia.

Il cellulare si dimostra come il più ambito tra gli strumenti del comunicare. Secondo McLuhan, l’invenzione è la madre delle necessità. Potremmo più vivere senza?

Towards a single European Telecoms market: Focus on Italy

(Alessandra Flora)

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