Fondi Ue 2014-2020: la strategia del Mibact per Europa Creativa

 

Al via il tavolo tecnico del Mibact per individuare idee e strategie da mettere in campo per una migliore programmazione dei fondi europei nel settore culturale. Il gruppo, che lavora a titolo gratuito, prende il nome dall’omonimo programma dell’Unione europea per il periodo 2014-2020 “Europa creativa”.

Il tavolo tecnico Europa Creativa

Lanciato il 23 maggio 2014 con un decreto, il tavolo tecnico era previsto dall’articolo 9 del decreto Valore Cultura, approvato nell’ottobre 2013. L’obiettivo, spiega la coordinatrice del team Cristina Loglio, è quello di rendere più consapevoli e attive le imprese italiane sia delle opportunità scaturite dagli interventi diretti dell’Ue (come il programma Europa Creativa), che degli interventi indiretti.

Le personalità che fanno parte del gruppo sono rappresentative della componente pubblica, del mondo privato e della realtà accademica. Loglio spiega che il programma diretto Europa Creativa (cha ammonta a quasi un miliardo e mezzo di euro), si dipana su bandi suddivisi per categorie, emanati a diversa cadenza temporale e si rivolge direttamente agli operatori che possono partecipare in prima persona. Oltre a Europa Creativa ci sono, poi, le fonti di finanziamento indiretto, che passano invece attraverso gli stati membri e le regioni (ad esempio i POR e i PON).

“Ci troviamo nell’ultima fase di trattativa per stabilire le priorità per il prossimo settennato. E’ necessario che le regioni e il Dps prevedano concretamente nel loro piano di lavoro che la competitività delle imprese passa attraverso la promozione della creatività. Si tratta di un duplice lavoro: da un lato, il legislatore deve prevedere gli spazi (non solo fisici) per la cultura, dall’altro, gli operatori devono acquisire maggiore consapevolezza delle loro potenzialità. Il tavolo rappresenta un punto di raccordo straordinario delle diverse realtà italiane impegnate in questo settore. Pensiamo che la formazione della pubblica amministrazione e un accordo organico tra pubblico e privato siano fondamentali. Tra le prossime audizioni che abbiamo programmato, ad esempio, c’è quella con l’Agenzia Giovani”.

Vania Virgili, ricercatrice del Cnr e consigliera di Franceschini, spiega che il tavolo tecnico sta costruendo dei veri e propri “ponti” tra i vari fondi che afferiscono a Europa Creativa, a Horizon 2020 e a Cosme. Ognuno di questi programmi dell’Ue finanzia una specifica azione: unendoli è possibile aumentare l’impatto di un progetto che abbia più finalità. Pensiamo, ad esempio, alla conservazione del patrimonio, alla promozione turistica, allo sviluppo dei servizi attorno all’attrattore culturale e all'organizzazione di attività culturali. Il tavolo, quindi, sta cercando di integrare i vari fondi europei per massimizzare l’impatto di un singolo progetto. Ciò avviene evitando la parcellizzazione dei finanziamenti su tanti piccoli progetti e massimizzandoli su pochi, grandi progetti strutturali.

Buone pratiche

Virgili ha poi citato due esempi della modalità con cui il Mibact si sta muovendo nella programmazione dei fondi Ue. Il primo è la via Francigena, grande arteria di comunicazione del continente, che collega il nord Europa con Roma, lungo la quale si è costruita “l’Europa dei popoli”. La via Francigena - ha detto recentemente Franceschini agli assessori al Turismo delle regioni interessate - ha tutte le caratteristiche per diventare un formidabile modello culturale e una best practice europea da riprodurre in altri territori".

Il secondo progetto è “VenTo'', la pista ciclabile che costeggiando il Po collegherà Venezia a Torino, passando per Milano e che con i suoi 679 chilometri sarà la più lunga del sud Europa.

Per Diego Marani, funzionario della Commissione europea distaccato alla Rappresentanza permanente del nostro Paese presso l’Ue e consigliere del ministro Franceschini nel semestre di presidenza italiana, anch’egli membro del tavolo Europa Creativa, “l’obiettivo è aiutare le imprese e le associazioni culturali a fruire dei fondi europei. Spesso gli operatori culturali italiani hanno una preparazione notevole, ma rischiano di perdere queste opportunità di finanziamento a causa di una scarsa capacità tecnico-amministrativa e manageriale. Tra le attività del tavolo, ad esempio, c’è la mappatura delle organizzazioni cultuali e degli enti, che spesso non si conoscono e che invece potrebbero giocare di squadra”. Conclude Marani: “La cultura può produrre ricchezza, non necessariamente in senso commerciale. Il semestre di presidenza italiana rappresenta un momento di visibilità per il nostro paese per testimoniare l’interesse e la competenza degli italiani in questo settore”.

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