7PQ: tre progetti per prevenire alluvioni e inondazioni

 

Author: me'nthedogs / photo on flickr Si chiamano Imprints, WeSenseIt e UrbanFlood e sono tre progetti finanziati dall'Ue nell'ambito del Settimo programma quadro per la ricerca (7PQ), che offrono sistemi di monitoraggio e allerta di alluvioni e inondazioni rapidi e precisi.

Allerte tempestive e monitoraggio in tempo reale delle situazioni di emergenza possono salvare vite ed evitare danni a immobili, infrastrutture e ambiente. Sono gli obiettivi di tre progetti, finanziati dall'Ue nell'ambito del Settimo programma quadro di ricerca e innovazione per complessivi 11 milioni di euro.

Imprints

Destinatario di 3,3 milioni di euro di fondi Ue, Imprints riunisce 18 istituti di ricerca di 7 paesi (Francia, Italia, Paesi Bassi, Sudafrica, Spagna, Svizzera e Regno Unito) in collaborazione con il Centro comune di ricerca della Commissione europea per sviluppare una piattaforma di allerta precoce in grado di ridurre a circa due ore, o anche meno, i tempi di reazione a piene improvvise.

La piattaforma è basata su previsioni più accurate delle precipitazioni, che si avvalgono di reti radar e modelli meteorologici; un software è in grado di prevedere i flussi d’acqua a livello del suolo e di fornire un sistema completo di allerta precoce per le inondazioni improvvise, la quantità di detriti che esse possono trasportare e, di conseguenza, i danni potenziali alle infrastrutture locali.

WeSenseIt

Ammontano a 5,4 milioni di euro i fondi Ue assegnati al progetto WeSenseIt, che riunisce partner pubblici e privati, comprese 8 PMI: Quinary (Italia), Disdrometrics (Paesi Bassi), HydroLogic Research (Paesi Bassi), Software Mind (Polonia), Advantic Sistemas y Servicios (Spagna), Starlab Barcelona (Spagna), Sensorscope (Svizzera) e Knowledge Now (Regno Unito).

Il progetto, che si concluderà nel settembre 2016, fa leva sulla capacità di osservazione umana come elemento essenziale in un sistema di allerta precoce. I cittadini vi contribuiscono effettuando misurazioni tramite nuove applicazioni, attualmente in via di sviluppo, e inviando informazioni e immagini con il cellulare. Il test delle nuove tecnologie è in corso in Italia, nei Paesi Bassi e nel Regno Unito.

UrbanFlood

Infine, il progetto UrbanFlood, che ha beneficiato di un finanziamento di circa 2,3 milioni di euro, ha visto la partecipazione della società informatica TNO (Paesi Bassi), dell’Università di Amsterdam (Paesi Bassi), della fondazione STOWA, che coordina le attività di ricerca per le autorità olandesi competenti per le risorse idriche, dell’istituto di ricerca nel settore dell’informatica Cyfronet (Polonia), della controllata russa della Siemens e della società di consulenza HR Wallingford (Regno Unito).

In questo caso il focus è sulle dighe, gli argini e le rive dei fiumi a rischio durante un’inondazione: il progetto ha messo a punto sensori e tecnologia correlata per monitorare gli argini di protezione dalle piene e lanciare un’allerta precoce in caso di rischi di cedimento. I sensori sotterranei controllano lo stato degli argini e rilevano qualsiasi cambiamento a livello delle acque e altri fattori, quali temperatura, umidità e movimenti di terra. Tali informazioni sono poi analizzate dal software di modellizzazione, che calcola la velocità con cui il sito sarà allagato in caso di cedimento e suggerisce i modi migliori per trasferire i cittadini in aree più sicure, e può far scattare un allarme qualora sorga un problema.

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Imprints

WeSenseIt

UrbanFlood

Photo credit: //www.flickr.com/photos/[email protected]/8210597145/">me'nthedogs / Foter / Creative Commons Attribution-NonCommercial 2.0 Generic (CC BY-NC 2.0)

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