ICE: il piano 2014 per l'internazionalizzazione delle imprese

 

Internazionalizzazione - foto di Nina_162Sono 45 i progetti di filiera previsti dal piano 2014 dell'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane. La nuova ICE è stata rifinanziata per 22,6 milioni di euro dal piano Destinazione Italia.

Partita nell'aprile 2013, la nuova ICE ha cambiato organigramma e logo e introdotto servizi per la valutazione dei risultati degli interventi realizzati. Il piano per il 2014 è stato elaborato insieme alle ambasciate e alla rete estera dell'Agenzia, discusso con associazioni di categoria, camere di commercio ed enti territoriali ed è attualmente all’esame del Ministero dello Sviluppo economico.

Oltre ai fondi stanziati dal piano Destinazione Italia, l'ICE gestirà gli 8 milioni dei fondi del 'Made in Italy' e le risorse del piano Export per le regioni della Convergenza, cioè Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, nell’ambito del processo di riprogrammazione del PON Ricerca e Competitività 2007-2013.

L'articolazione del piano

I 45 progetti di filiera che compongono il piano sono articolati a loro volta in 263 iniziative specifiche, che vedranno la partecipazione di circa 14mila imprese italiane. 55 i settori merceologici coinvolti, con particolare rilievo per quelli più tradizionali del Made in Italy, dalla meccanica alla moda, passando per l’agroalimentare, e per i comparti ad alto contenuto tecnologico, tra cui bio e nano tecnologie e aerospazio.

I paesi coinvolti

Le attività promozionali dell'ICE coinvolgeranno nel corso dell'anno 47 paesi. Obiettivo dell'Agenzia è consolidare la presenza delle imprese italiane nei mercati maturi, come Europa, Stati Uniti, Canada e Giappone, incrementando allo stesso tempo la penetrazione nei paesi BRIC (Brasile, Russia, India, Cina) e nei mercati emergenti. Alla promozione nell'area BRIC è destinato, infatti, il 20% del budget, mentre il 21% è riservato a mercati emergenti quali Qatar, Libia, Indonesia, Messico, Arabia Saudita, Serbia e Thailandia.
Gli investimenti cresceranno anche nei mercati africani, con iniziative in Libia, Sud Africa, Algeria, Marocco, Tunisia, Mozambico, Etiopia, Angola e Senegal, soprattutto nel settore della meccanica.

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