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Agricoltura: ok alle sanzioni per chi non rispetta la condizionalità sociale PAC

Agricoltura - Foto di Photo Mix da PixabayIl Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto che introduce le nuove misure sanzionatorie sotto forma di riduzione dei pagamenti ai beneficiari della PAC, comprese quelle collegate all'applicazione della nuova condizionalità sociale contro lo sfruttamento dei lavoratori e il caporalato in agricoltura.

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Il provvedimento approvato venerdì dal Consiglio dei Ministri dà attuazione al regolamento UE 2021/2116 sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della Politica agricola comune che introduce un meccanismo sanzionatorio sotto forma di riduzione dei pagamenti ai beneficiari degli aiuti PAC.

Tra le varie misure, ha spiegato il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, sono previste "nuove sanzioni per chi viola le norme a tutela dei diritti dei lavoratori, comprese quelle contro il caporalato in agricoltura". Per la prima volta - ha aggiunto - coloro i quali si rendono responsabili di queste infrazioni non potranno essere destinatari degli aiuti economici e, in generale, dei benefici previsti dalla PAC”.

Questo provvedimento si aggiunge al decreto interministeriale sulla condizionalità sociale firmato circa un mese fa da Lollobrigida insieme ai ministri dell'Interno, del Lavoro e della Salute, Piantedosi, Calderone e Schillaci.

Sanzioni pagamenti PAC e condizionalità sociale

Il testo varato il 9 dicembre dal CdM disciplina il sistema sanzionatorio, da attuare sotto forma di riduzione dei pagamenti ai beneficiari della Politica Agricola Comune 2023-2027, nell'ambito del Piano strategico nazionale (PSP) approvato il 2 dicembre dalla Commissione europea e operativo dal 1° gennaio del prossimo anno.

Le riduzioni degli importi e le esclusioni dagli aiuti previste sono determinate per garantire l’efficace tutela degli interessi finanziari dell’Unione, imponendo sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive, assicurando nel contempo un sistema di riduzioni o esclusioni modulate in funzione della gravità, portata, permanenza o ripetizione dell’inosservanza rilevata, nonché dell’intenzionalità dell’inosservanza constatata.

La nuova normativa introduce per la prima volta un sistema che integra il sostegno concesso ai beneficiari con l’obbligo di rispettare le norme relative ai rapporti di lavoro, sia come percettori dei pagamenti diretti che di pagamenti ambientali, per aree con vincoli naturali o altri vincoli specifici nell’ambito dello sviluppo rurale (la cosiddetta condizionalità sociale).

Si prevede inoltre una procedura di “ravvedimento operoso”, con riduzione delle sanzioni in caso di adempimento da parte del beneficiario, nei tempi indicati, agli obblighi nazionali in materia di legislazione sociale e di lavoro.

Il nuovo provvedimento è ulteriore rispetto al decreto dell'11 novembre 2022, contenente le norme per l’applicazione, a partire dal 1° gennaio 2023, della condizionalità sociale prevista dal PSP dell'Italia. Decreto che istituisce un sistema di flussi di dati relativi alle decisioni esecutive adottate dalle Autorità competenti – cioè Ispettorato nazionale del lavoro, Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, Ministero della salute e Regioni - a seguito dei controlli di competenza svolti nei confronti degli agricoltori e degli altri beneficiari che ricevono pagamenti PAC.

Le informazioni raccolte dalle Autorità competenti vengono poi fornite ad AGEA, che le mette a disposizione agli organismi pagatori riconosciuti nel territorio nazionale in modo da consentire l'applicazione del meccanismo sanzionatorio di riduzione degli aiuti PAC nei riguardi dei beneficiari nei confronti dei quali sono state accertate in via definitiva violazioni della normativa.

Per approfondire: Come funzioneranno gli ecoschemi nel Piano strategico PAC