Come dovrebbero essere gli aiuti di stato per clima, energia e ambiente? Bruxelles cerca opinioni

Aiuti di stato energia - Foto di Marshall Reyher da PexelsAperta fino al 2 agosto la consultazione pubblica sulla proposta di revisione della disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia. Le norme - oltre a cambiare nome per includere il clima - riguardano settori faro come le infrastrutture per la mobilità, la biodiversità e l'economia circolare.

Aiuti di Stato agricoltura: Bruxelles lavora a nuovo regolamento di esenzione

L'attuale disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia stabilisce le condizioni affinché gli aiuti per il settore possano essere considerati compatibili con il mercato interno.

Le disposizioni sono integrate dal regolamento generale di esenzione per categoria che stabilisce le condizioni di compatibilità ex ante in base alle quali gli Stati membri possono attuare misure di aiuto di Stato senza darne notifica preventiva alla Commissione. Il regolamento generale di esenzione è attualmente oggetto di una revisione parziale e nel corso dell’estate è prevista una consultazione pubblica sulla proposta di revisione di tali disposizioni.

La revisione della disciplina sugli aiuti di stato per energia e ambiente si basa su una valutazione e su varie fonti di elementi di prova e di dati, tra cui la prassi consolidata, uno studio esterno e i contributi delle parti interessate. Dalla valutazione è emerso che le attuali disposizioni funzionano bene, sono nel complesso adatte allo scopo e costituiscono uno strumento efficace per sostenere il conseguimento degli obiettivi ambientali e climatici dell'UE, limitando al contempo le indebite distorsioni nel mercato unico.

Ma potrebbero essere necessari alcuni adeguamenti mirati, come la semplificazione e l'aggiornamento di alcune disposizioni e l'estensione dell'ambito di applicazione della disciplina a nuovi settori, quali la mobilità pulita e la decarbonizzazione. Inoltre, le norme attuali potrebbero necessitare di un allineamento alle priorità strategiche della Commissione, in particolare a quelle del Green Deal europeo, e ad altre recenti modifiche normative adottate nei settori dell'energia e dell'ambiente.

Come cambieranno gli aiuti di stato per clima, energia e ambiente

Per questo, la Commissione propone una serie di modifiche agli aiuti di stato per energia e ambiente, come:

  • l'ampliamento dell'ambito di applicazione della disciplina in modo da consentire il sostegno a nuovi settori - come la mobilità pulita, l'efficienza energetica nell'edilizia, la circolarità e la biodiversità - e a tutte le tecnologie in grado di contribuire all'attuazione del Green Deal, compreso il sostegno alle energie rinnovabili. Le norme riviste consentirebbero in generale la concessione di aiuti in grado di colmare fino al 100% del deficit di finanziamento e l'introduzione di nuovi strumenti di aiuto, come i contratti per differenza sul carbonio;
  • l'aumento della flessibilità e la razionalizzazione delle norme esistenti, grazie all'introduzione di una valutazione semplificata delle misure trasversali, che sarà contenuta in una sola sezione della disciplina, e all'eliminazione dell'obbligo di notifica individuale dei grandi progetti verdi che rientrano nell'ambito di regimi di aiuti già approvati dalla Commissione;
  • l'introduzione di misure di salvaguardia che garantiscano che gli aiuti di stato siano effettivamente diretti dove risultano necessari per migliorare la tutela del clima e dell'ambiente, siano limitati a quanto necessario per conseguire gli obiettivi ambientali e non falsino la concorrenza o l'integrità del mercato unico. Ad esempio, in determinate circostanze, gli Stati membri che istituiscono un regime di aiuti saranno tenuti a consultare gli stakeholder in merito alle caratteristiche principali del regime;
  • l'allineamento e la coerenza con le pertinenti normative e politiche dell'UE nei settori dell'ambiente e dell'energia, grazie, tra l'altro, all'eliminazione graduale delle sovvenzioni per i combustibili fossili, in particolare quelli più inquinanti, e per le quali è improbabile che la Commissione emetta una valutazione positiva alla luce delle norme sugli aiuti di Stato, a causa dei loro effetti deleteri sull'ambiente. Le misure che comportano nuovi investimenti nel settore del gas naturale saranno disciplinate soltanto nella misura in cui venga dimostrato che gli investimenti sono compatibili con gli obiettivi climatici dell'Unione per il 2030 e il 2050.

La consultazione pubblica

Per tener conto della crescente importanza accordata alla protezione del clima, il titolo della disciplina sugli aiuti di stato cambierà, includendo il clima insieme all'energia e all'ambiente. 

La revisione della disciplina è aperta a una consultazione pubblica: i portatori di interessi hanno a disposizione otto settimane per prendere parte alla consultazione, che si concluderà il 2 agosto 2021.

I contributi sono particolarmente richiesti:

  • agli Stati membri e alle autorità che concedono gli aiuti;
  • alle associazioni imprenditoriali e alle imprese che operano nel mercato unico europeo;
  • agli operatori del diritto e dell'economia;
  • alle organizzazioni dei consumatori e dell'ambiente.

La riunione Commissione-Stati sui nuovi aiuti 

Oltre che nel quadro della consultazione pubblica, il progetto di testo della disciplina in materia di aiuti di Stato a favore del clima, dell'energia e dell'ambiente sarà discusso anche in una riunione tra la Commissione e gli Stati membri, che si terrà in concomitanza con la fine del periodo della consultazione. In tal modo, si garantisce che sia gli Stati membri che gli altri portatori di interessi abbiano sufficienti opportunità di esprimersi sul progetto di proposta della Commissione.